VARESE Con due fendenti aprì la guancia a un rivale e colpì il secondo a un’ascella. Ieri Aurelian Budurca, 25 anni, di nazionalità rumena, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare a due anni e quattro mesi di reclusione (al termine del rito abbreviato). Il pubblico ministero Agostino Abate aveva chiesto tre anni per il reato di lesioni gravissime.
Lo scorso 1° luglio, nella centralissima piazza Repubblica, Budurca accoltellò due tunisimi, mandando entrambi all’ospedale. Qui finiscono le certezze. Perché sulle ragioni e sull’esatta dinamica del parapiglia realmente esistono almeno tre versioni.
La prima è quella fornita dai due tunisini. Questi agli investigatori hanno riferito di essere stati avvicinati da Budurca, che avrebbe chiesto una sigaretta. Al loro rifiuto il rumeno, sentendosi offeso, avrebbe iniziato a questionare, fino a estrarre il coltello per dare una sanguinosa lezione ai rivali.
La ricostruzione di Stefania Fabbri e Giovanni Caliendo, i due avvocati di Budurca, è molto diversa. I legali sostengono che il loro cliente stava passeggiando tranquillamente in piazza Repubblica con un’amica. I due tunisini avrebbero fatto pesanti apprezzamenti sulla ragazza. Il rumeno avrebbe quindi avvicinato i due nordafricani per redarguirli. Poi si sarebbe allontanato, pensando che fosse finita lì. I tunisini, invece, l’avrebbero aggredito alle spalle. E il rumeno avrebbe perciò estratto il coltello per difendersi.
La versione del pubblico ministero è ancora differente. E, in un certo senso, rappresenta una sintesi fra le due. Secondo la pubblica accusa, il raptus sarebbe stato innescato dall’avance all’amica: il faccia a faccia sarebbe degenerato quasi subito in una faccenda di coltelli.
Caliendo e Fabbri non ci stanno e già annunciano ricorso in appello.
j.bianchi
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