Milano, 30 apr. (Apcom) – Fiato sospeso e grande attesa a Torino.
Mancano ormai soltanto poche ore: scade oggi il tempo concesso
a Chrysler dal governo Usa per trovare un accordo con Fiat e
presentare un piano di ristrutturazione convincente per il
futuro, ottenendo così altri 6 miliardi di dollari in prestiti
governativi oltre ai 4 già ricevuti da inizio anno.
Il presidente degli Stati Uniti Barack
Obama annuncerà stamattina che Chrysler farà ricorso al
Chapter 11 e che comunque l’alleanza con Fiat ci sarà. In ogni caso le fonti hanno
affermato che, se ci sarà un fallimento pilotato, questo potrà
arrivare già nella giornata di oggi.
In queste settimane di intense e febbrili trattative su più fronti e tra più interlocutori, che hanno impegnato la task force del Tesoro Usa e hanno visto l’amministratore delegato del Lingotto fare la spola di qua e di là dall’oceano tra Torino, Washington e Detroit, i nodi più grossi sono stati sciolti e la strada per la firma sembra
ormai in gran parte spianata. Da ultimo – come ha confermato ieri l’amministratore delegato di Chrysler Bob Nardelli – l’intesa raggiunta ieri con i quattro maggiori istituti creditori (JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup, cui fa capo circa il 70% del debito) per un taglio delle loro pretese da 6,9 a 2 miliardi di dollari .
Manca ancora il via libera dei 46
creditori ‘minori’ di Chrysler, cui fa capo circa il 30% del
debito. Ma, come fanno notare da Torino, c’è ancora tutta la
giornata di oggi di tempo utile. E, se tutto fila liscio,
l’annuncio potrebbe essere dato nel tardo pomeriggio della
East Coast e nella tarda serata italiana dal presidente degli Stati
Uniti Barack Obama. Il presidente ha avvisato già ieri
pomeriggio, tuttavia che non è chiaro se Chrysler riuscirà a
rispettare la scadenza di oggi stabilita dall’amministrazione.
Obama, che ha parlato al municipio appena fuori St. Louis, nello
stato del Missouri, ha lanciato un appello agli obbligazionisti
di Chrysler, chiedendo loro di “fare sacrifici” al fine di
evitare alla terza casa automobilistica Usa il ricorso al Chapter
11, dunque l’amministrazione controllata, ricordando che i
sindacati hanno già fatto “enormi sacrifici per permettere
all’azienda di andare avanti”, e dunque ora è il turno dei
creditori.
Nardelli, in una lettera ai dipendenti diffusa da Ap, si è
mostrato ottimista sull’intesa con Fiat alla luce di questi tre
elementi: l’accordo raggiunto con i maggiori creditori della
società, l’intesa con i sindacati già approvata dai leader delle
organizzazioni dei lavoratori, e le azioni compiute sulla
struttura dei costi di Chrysler, che nel primo trimestre del 2009
risultano già significativamente inferiori sia a quelli del
trimestre precedente sia a quelli dello stesso periodo 2008.
Fiduciosa anche la Borsa, dove il titolo Fiat ha chiuso ieri in
progresso del 2,04% a 7,99 euro.
Secondo le indiscrezioni fin qui emerse, lo schema dell’intesa
vedrebbe il sindacato Uaw primo azionista di Chrysler al 55%,
Fiat che potrebbe salire fino al 35% e il governo Usa al 10%.
Cep
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