MILANO – Regione Lombardia promuove una serie di iniziative in occasione della Giornata Mondiale contro il Papilloma Virus e della Giornata Internazionale della Donna. Gli appuntamenti si terranno su tutto il territorio regionale dal 2 all’8 marzo 2026. L’obiettivo è rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e informazione sanitaria.
Il Papilloma Virus Umano è l’infezione sessualmente trasmissibile più diffusa. È la causa principale del tumore della cervice uterina. La vaccinazione e i controlli periodici, come Pap test e HPV test, consentono di ridurre l’incidenza delle patologie correlate e di intervenire tempestivamente.
Il programma prevede screening HPV e Pap test per le donne secondo i protocolli regionali. Sono offerte vaccinazioni gratuite contro il Papilloma Virus a ragazze e ragazzi fino a 26 anni e alle categorie a rischio. L’accesso è libero oppure su prenotazione nelle strutture sanitarie e nelle Case di Comunità. È previsto anche lo screening mammografico su prenotazione tramite la piattaforma regionale per le donne tra 45 e 74 anni. In calendario sportelli informativi, materiale divulgativo e incontri nelle sedi sanitarie e nei consultori. Coinvolte le ASST e le ATS per favorire l’adesione ai percorsi di prevenzione in tutta la Lombardia.
Per lo screening mammografico possono partecipare le donne tra 45 e 49 anni che non hanno effettuato una mammografia negli ultimi 12 mesi e le donne tra 50 e 74 anni che non l’hanno eseguita negli ultimi 24 mesi. La prenotazione avviene attraverso il sito prenotasalute.regione.lombardia.it.
Per lo screening HPV possono aderire le donne tra 25 e 29 anni che non hanno svolto un Pap test negli ultimi tre anni e che non hanno completato la doppia vaccinazione entro i 15 anni. Se vaccinate è previsto l’HPV test. Possono partecipare anche le donne tra 30 e 64 anni che non hanno effettuato un HPV test negli ultimi cinque anni. La prenotazione segue le indicazioni della propria ASST.
La vaccinazione contro il Papilloma Virus è rivolta a uomini e donne fino a 26 anni, nati dal 1998, e alle categorie individuate dal Piano Regionale di Prevenzione Vaccinale 2024. Anche in questo caso valgono le modalità previste dalle ASST di riferimento.












