Acqua di falda inquinata Vietato bere. Anzi, no

Acqua di falda inquinata Vietato bere. Anzi, no

VARESE Falda acquifera inquinata, vietato bere. Anzi no, perché tutto è rientrato nel giro di poche ore. O meglio è rientrato il divieto ma non l’allarme inquinamento tanto è vero che è stata chiusa una delle principali fonti dell’acquedotto varesino.

Tutto è nato dalla segnalazione di alcuni residenti che, ieri all’alba, hanno chiamato Aspem, preoccupati delll’acqua maleodorante dal rubinetto della loro casa. Nel mirino un tratto della rete compreso tra il Campo dei Fiori e Luvinate. I tecnici hanno, quindi, immediatamente disinserito le quattro sorgenti di Luvinate, che servono il 30% di Varese, oltre ai comuni di Luvinate e Casciago, e provveduto a utilizzare altre fonti per garantire la continuità del servizio. «L’inquinamento è avvenuto durante la notte o nella prima mattinata di ieri – spiega William Malnati, presidente Aspem – fino ad allora i valori dell’acqua erano regolari, perché i nostri tecnici tutti i giorni eseguono i controlli sulle fonti. Dopo la segnalazione abbiamo chiuso le sorgenti, sia in entrata che in uscita, e abbiamo cominciato ad alimentare l’acquedotto di Varese attraverso gli altri serbatoi cittadini». Sono stati, quindi, attivati tutti i pozzi con altri sistemi d’interconnessione e il sindaco ha emanato un’ordinanza, diffusa in giornata con un vero e proprio porta a porta, nelle zone interessate dall’inquinamento della falda acquifera. Gran parte dei quartieri della zona nord di Varese: Montello (compresa vie Marzorati, Guercino, Crotti), Biumo Superiore, via Crispi (Comprese vie Cernuschi, Ronchelli), via Oldofredi, via Manara (Palace Hotel), via Confalonieri, via Fratelli Bandiera, via Monte Tabor, Masnago (Comprese vie Bolchini, Manin, piazza Ferrucci, via Caracciolo da angolo con via Amendola verso Avigno/Casciago), Zona via Piemonte, via Giordani, Calcinate degli Origoni, Lissago, Mustonate, Calcinate del Pesce, Avigno, S. Cassiano, Velate, S. Ambrogio, Fogliaro, Rasa, Sacro Monte e Campo dei Fiori.

Nel giro di poche ore si è creato un vero e proprio allarme tra i cittadini. L’Esselunga di Masnago e altri supermercati sono stati letteralmente presi d’assalto dai consumatori e le scorte di acqua minerale si sono rapidamente ridotte.

Il provvedimento è poi rientrato nel giro di poche ore sulla base delle verifiche in laboratorio. «A seguito degli esami di Arpa, e sentite anche le valutazioni dell’Asl – ha detto il sindaco Attilio Fontana – non si è riscontrato nei campioni di acqua analizzati il superamento dei limiti di nessuna sostanza inquinante o nociva per la salute. Tutti i valori sono risultati inferiori alla soglia di attenzione: soprattutto il benzene, la sostanza più nociva che destava maggiore preoccupazione, è risultato assolutamente assente. Per questo ho deciso, dopo aver monitorato la situazione per tutta la giornata, di revocare l’ordinanza emessa nel pomeriggio».

In sostanza, l’acqua è sicura al cento per cento ed il messaggio è stato ribadito più volte anche da Aspem. Resta invece tutta da chiarire la situazione della fonte contaminata. Quali sono le sostanze presenti? E cosa ha originato la dispersione degli inquinanti? Per fare chiarezza oggi Aspem dovrebbe rendere noto l’esito degli esami dell’Arpa. Gli Amici della Terra intanto hanno chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta a livello comunale. «È giusto che una simile commissione abbia sufficienti poteri e possa essere insediata permanentemente così da garantire l’elevata qualità di vita dei varesini nonché alti standard di sicurezza – ha detto in una nota Arturo Bortoluzzi, presidente dell’associazione – diamo la nostra disponibilità a sederci ad un tavolo con questi compiti e poteri»

 

f.tonghini

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