Acqua inquinata, è gasolio E l’affaire va in procura

Acqua inquinata, è gasolio E l’affaire va in procura

VARESE E’ molto probabile che sia stato un soggetto privato a causare l’inquinamento della sorgente di Luvinate, che è stata isolata. Quindi, per la tranquillità di tutti, è bene sapere che l’acqua di quella sorgente attualmente non viene immessa nell’acquedotto. Ieri, durante l’intera giornata, tecnici specializzati hanno analizzato le acque. «Sulla rete idrica l’Asl ha confermato che le concentrazioni di idrocarburi, già l’altro

ieri pomeriggio, erano scese sotto i limiti consentiti dalla legge – dice William Malnati, presidente di Aspem – Per cui non c’è nessun problema per quanto riguarda il consumo di acqua del rubinetto». I dati della presenza di idrocarburi riscontrati sulla rete idrica ieri del resto erano lievi anche a Casciago e a Luvinate. L’ordinanza in questi due comuni è stata revocata ieri mattina.

Cerchiamo, però, di capire come possa essersi originato l’inquinamento della sorgente. «Le analisi eseguite martedì sull’acqua della sorgente di Luvinate hanno riscontrato la presenza di idrocarburi – conferma William Malnati – La sensazione olfattiva è stata quindi confermata dalle analisi chimiche: si tratta di una sostanza che contiene idrocarburi in forte quantità, tra cui benzene e toluene. Quest’ultima è una sostanza utilizzata come diluente». La sostanza inquinante, quindi, potrebbe essere gasolio o cherosene. Il diluente può far pensare alla pulizia di un serbatoio. Per ora si possono fare solo delle ipotesi riguardo a come quella sostanza sia potuta finire nella sorgente. Quella più realistica, secondo il presidente di Aspem, è la rottura accidentale di qualche cisterna di gasolio usata per il riscaldamento. «Le sorgenti raccolgono l’acqua da un bacino idrogeologico – spiega Malnati – Può essere che la rottura della cisterna sia avvenuta anche distante dalla sorgente, ma che il contenuto sia penetrato fino ad essa, forse spinto dalle forti piogge dei giorni scorsi».

Un’altra ipotesi è che l’inquinamento sia stato causato da uno gesto irresponsabile combinato ad un guasto nella rete fognaria. «Anche in questo caso si tratta solo di un’ipotesi – precisa Malnati – ma può essere accaduto che qualcuno abbia fatto colare nella fognatura la sostanza trovata poi nella sorgente. Ovviamente immettere queste sostanze nella fognatura è contro la legge. Non si esclude che l’acqua sia uscita dalla fognatura per un guasto e

che, con le piogge, sia poi riuscita ad attraversare i terreni e ad arrivare fino alla sorgente di Luvinate. La sorgente è inaccessibile ed è impossibile che sia entrato qualcuno a sabotarla. Si esclude anche che la sostanza sia stata rilasciata da un mezzo transitato nei pressi della sorgente. Il fatto che la concentrazione sembra essere diminuita può significare che si è trattato di un evento limitato nel tempo, non uno sversamento continuo».

Amici della Terra ha presentato un esposto e la procura ha aperto un fascicolo che è stato affidato al sostituto procuratore Tiziano Masini: l’obiettivo sarà quello di verificare un’eventuale azione dolosa. Nella giornata di oggi continueranno le analisi e le ispezioni in collaborazione con i comuni di Luvinate e Barasso volte a verificare lo stato dell’area e l’acqua della sorgente. L’acqua, ovviamente, continua a sgorgare dalla sorgente, ma non verrà immessa nei tubi e portata nella rete idrica fino a quando i valori non ritorneranno nella norma.

f.tonghini

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