Con l’espressione “acque di balneazione” si indicano tutte le acque superficiali in cui è consentita la balneazione, quindi non solo mari, ma anche laghi e fiumi. Ogni Regione e Provincia autonoma individua le aree idonee e le inserisce in un elenco ufficiale, sottoposto a monitoraggi periodici e aggiornamenti costanti.
Non tutte le acque, però, possono essere incluse: foci fluviali, aree portuali, zone militari o aree protette vengono escluse dalla balneazione, spesso in modo permanente. Il divieto può scattare anche temporaneamente in caso di criticità ambientali, in particolare quando vengono superati i limiti di legge per batteri come Escherichia coli ed enterococchi intestinali, indicatori fondamentali della qualità microbiologica dell’acqua.
Come funziona il monitoraggio
La classificazione delle acque segue le direttive europee e si basa su un sistema di valutazione pluriennale. Ogni anno le acque vengono suddivise in quattro categorie di qualità: eccellente, buona, sufficiente e scarsa.
Il giudizio non si basa su un singolo controllo, ma su una media statistica riferita a quattro anni di monitoraggio: la valutazione 2026, ad esempio, prende in considerazione il periodo 2022-2025.
Il monitoraggio è affidato al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), tranne in Lombardia, Provincia autonoma di Trento e Sicilia, dove le attività sono svolte dal sistema sanitario regionale.
I numeri del 2026: mare italiano promosso
Secondo i dati più recenti, la qualità delle acque marine italiane resta complessivamente molto elevata. Su oltre 6.000 chilometri monitorati:
- il 94,9% delle coste marine è classificato come eccellente
- il 3,3% è buono
- l’1% sufficiente
- lo 0,7% scarso
Anche per laghi e fiumi i risultati sono positivi: oltre il 92% delle acque interne rientra nella classe di qualità eccellente.
Le regioni al top: Puglia regina del mare pulito
Tra le regioni spicca ancora una volta la Puglia, che per il sesto anno consecutivo si conferma prima in Italia con il 99,9% delle acque di balneazione in classe eccellente.
Seguono Friuli Venezia Giulia (99,6%), Basilicata (99,1%) e Sardegna (98,9%). Ottimi risultati anche per Toscana e Marche, entrambe sopra il 96%.
Nel gruppo centrale si collocano Lazio, Molise e Sicilia, che si attesta comunque su valori positivi con circa il 91,7% delle acque classificate come eccellenti, confermando una qualità complessivamente alta del proprio litorale.
Più in basso si trovano Emilia-Romagna, Campania, Calabria, Veneto e Abruzzo, tutte con percentuali comunque elevate di acque eccellenti. In coda alla classifica la Liguria, che registra comunque un significativo 89%.
Un indicatore anche ambientale e culturale
I dati arrivano a ridosso della Giornata mondiale dell’Ambiente e della Giornata mondiale degli Oceani, ricordando quanto la qualità delle acque sia un indicatore fondamentale non solo per il turismo, ma anche per la tutela degli ecosistemi e della biodiversità marina.
La fotografia complessiva conferma un’Italia in larga parte promossa, con il mare che continua a rappresentare una delle risorse ambientali e turistiche più importanti del Paese.













