Addio a David Riondino: si spegne a 73 anni la voce ironica di “Maracaibo”

Cantautore, attore e volto televisivo, ha segnato un’epoca tra musica, satira e spettacolo.
Dagli anni ’80 al teatro, una carriera eclettica tra ironia e impegno culturale.

È morto a Roma David Riondino, artista poliedrico che ha attraversato musica, teatro e televisione diventando uno dei volti più riconoscibili della scena culturale italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. Aveva 73 anni.

A renderlo celebre al grande pubblico fu soprattutto la canzone Maracaibo, scritta insieme a Maria Luisa Colombo: un brano ironico e provocatorio che, dopo essere stato inizialmente rifiutato da diverse case discografiche, divenne un successo nel 1981.

Tra musica, satira e televisione

Riondino non fu solo cantautore. Negli anni collaborò con importanti riviste satiriche come Il Male, Cuore e Tango, distinguendosi per uno stile brillante e pungente.

In televisione divenne un volto noto grazie alla partecipazione al Maurizio Costanzo Show, dove portava momenti di ironia e leggerezza, e a Quelli che il calcio, consolidando la sua popolarità.

Le origini e il teatro

Nato nel 1952, negli anni Settanta fondò con la sorella il collettivo musicale Victor Jara, con cui pubblicò due dischi. Parallelamente sviluppò una lunga carriera teatrale, sia come autore sia come attore.

Importante anche la collaborazione con il comico Dario Vergassola, con cui realizzò diversi progetti sul palco.

Scrittore e artista completo

Nel corso della sua carriera Riondino si dedicò anche alla scrittura, pubblicando libri come Rombi e Milonghe e Sgurz, confermando la sua versatilità artistica.

Con la sua scomparsa se ne va una figura originale e fuori dagli schemi, capace di unire ironia, cultura e sperimentazione, lasciando un segno profondo nel panorama artistico italiano.