Addio a Oneto «Con lui se ne va l’indipendentismo»

La Lega varesina ricorda l’ideologo autonomista, «Non esisterà più uno come lui, libero e scomodo. Viveva e scriveva controcorrente. Senza paura»

Se ne va a 69 anni uno dei personaggi più importanti per il mondo indipendentista padano-alpino. Forse il più influente culturalmente, dopo Gianfranco Miglio. Si è spento la scorsa notte a Verbania Gilberto Oneto, che accanto alla professione di architetto paesaggista, aveva dedicato la sua vita all’impegno culturale e politico legato all’indipendentismo padano.

Il segretario lo ha ricordato su Facebook: «Buon viaggio Gilberto, fratello padano.
Fiero di averti conosciuto, determinato a combattere anche per Te».
, segretario cittadino della Lega a Varese, è speaker di Radio Padania. E in queste settimane aveva concluso un ciclo di dieci puntate con ospite proprio Oneto. «Tutto quello che ha scritto e detto, i ricordi anche personali che lascia in tante persone, vivono oltre la sua morte – commenta – continueremo a parlare di indipendentismo sia con la sua voce che con quella di altri. Morto un Oneto, non se ne fa un altro. Lui è stato unico». Con Oneto stavano lavorando al progetto, nato proprio dalle dieci puntate andate in radio dal titolo “Fare la Padania”, di «una enciclopedia sulle ragioni per portare alla creazione di un nuovo Stato». «Cercheremo di portarlo avanti comunque» assicura Pinti.

, vicesegretario provinciale della Lega e anche lui speaker di Radio Padania, lo ricorda così. «Gilberto era una presenza costante per tutti gli appassionati di storia locale ed autonomismo. Era un intellettuale umile e discreto, così diverso dai tanti italici fanfaroni a cui siamo abituati. Ha definito concetti, idee ma soprattutto uno stile. Per colpa di una malattia ci ha lasciati; per colpa di un’altra malattia, la grafomania, ci ha lasciato moltissimi libri di grande significato. Continuerà a vivere, oltre che nei tanti cuori, nelle nostre biblioteche». «Si chiude un capitolo della storia dell’autonomismo – commenta di Terra Insubre – ma io ritengo si chiuda anche una pagina della storia della cosiddetta cultura antagonista. Noi tutti conosciamo Oneto per i suoi studi controcorrente sulla Grande Guerra e sul Risorgimento, così come quelli sulla figura di Garibaldi. Ma accanto allo studioso serio e appassionato, c’era anche una personalità

curiosa, eccentrica, e assolutamente sopra le righe. Moltissime, nel corso di una vita lunga e variegata, sono state le sue esperienze “controcorrente”. Non tutti sanno che negli anni in cui era un giovane studente di architettura, è stato un apprezzato vignettista della “Voce della Fogna”, rivista satirica degli anni Settanta, dell’area della destra radicale. È stato uno dei disegnatori principali, variando dalla letteratura al cinema, e andando su temi che sarebbero stati il fulcro dal quale sarebbe germogliata la Nuova Destra. Ma anche la cultura autonomista. Ricordo una storia a fumetti dove, nel 1975, immaginava un militante comunista milanese, il signor Galbusera, che si prepara con il figlio per andare a una manifestazione antifascita. Però prima di uscire di casa litiga con la figlia perché vuole sposarsi con un meridionale. Tutta la storia è in lingua lombarda. Se fosse vivo, amerebbe essere ricordato anche per questo episodio».

, giornalista, militante della prima ora della Lega Nord e voce spesso controcorrente, lo ha ricordato così: «Inutile fingere: con Gilberto Oneto se ne va l’indipendentismo. Non vedo altri capaci e desiderosi di farsi portabandiera di una missione così difficile. Fare proclami è facile, poi nessuno si mette in gioco. È la fine di un’epoca gloriosa ma senza successo. Adesso la battaglia, che peraltro Gilberto condivideva, è contro l’islamizzazione. Rimane la grandissima amarezza di aver visto lo “scomodo” Oneto sempre relegato in un angolo mentre altri cavalcando le sue idee hanno fatto carriera».