GALLARATE Che sia lui stesso a farsi da parte, piuttosto che il sindaco Nicola Mucci a togliergli l’incarico, poco importa. Dopo il rinvio a giudizio di Nino Caianiello le opposizioni tornano a chiedere un cambio al vertice dell’ex municipalizzata Amsc.Processo al via il prossimo 16 dicembre: il presidente dell’ex municipalizzata dovrà rispondere dell’accusa di concussione in concorso con l’architetto Piermichele Miano. Secondo i pm, i due avrebbero chiesto 400mila euro all’imprenditore Leonida Paggiaro per agevolare le pratiche legate alla costruzione di un supermercato Esselunga sull’area ex Maino.«Non facciamo politica utilizzando il canale della giustizia, attendiamo l’esito del dibattimento», afferma il segretario della Lega Nord Giorgio Caielli. «Dal punto di vista politico diciamo però che il sindaco, in qualità di rappresentante di tutti i cittadini, deve assumere tutte le decisioni necessarie a tutelare l’immagine delle aziende partecipate».Un invito ad una riflessione sulla vicenda arriva anche da Cinzia Colombo
(La Sinistra). «Mi auguro che ci sia una valutazione ponderata da parte del sindaco, che non potrà che chiedere le dimissioni a Caianiello, sempre che quest’ultimo non le rassegni spontaneamente».All’ex municipalizzata pensa anche il portavoce del Partito democratico Giovanni Pignataro. «La gestione inefficace ed opaca di Amsc rappresenta il motivo principale per cui, da più di un anno, chiediamo un deciso cambio di rotta», afferma, «a questo si aggiungono oggi delle ombre sulla figura del presidente Caianiello che, fatta salva la presunzione d’innocenza, lo rendono poco credibile».Di ben altro tenore le dichiarazioni di Massimo Bossi, uno dei due coordinatori cittadini del Pdl, che difende Caianiello. «Quest’uomo aspetta da quattro anni e dal 16 dicembre, con l’inizio del processo, potrà mettere a fuoco il fatto che è una persona innocente».Mentre per Donato Lozito, presidente del consiglio comunale ed esponente del Pdl, «il piano giudiziario va tenuto distinto da quello politico».
e.romano
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