«Adesso gli alibi sono finiti. Tifosi, basta applausi. Servono i fischi»

Abbiamo chiesto un commento su delicato momento in casa Pro Patria a Giovanni Castiglioni, firma della Gazzetta dello Sport

Per la Pro Patria sono giorni difficili dopo l’avvicendamento in panchina tra Alessandro Oliva e il nuovo mister , e l’addio dell’ex responsabile dell’area tecnica . Che ieri pomeriggio, a sorpresa, si è rivisto allo “Speroni”: «Sono qui con il portiere , che sta per firmare. Ma non torno sui miei passi: con la Pro Patria ho chiuso» ha precisato il dirigente pavese, aggiungendo un sibillino «per ora». Sul delicato (a dir poco) momento biancoblù abbiamo chiesto un parere a , firma della Gazzetta dello Sport. Stuzzichiamo subito il giornalista bustocco con una provocazione: valeva la pena cambiare tutto per ritrovarsi in questa situazione? (squadra a zero punti dopo quattro gare, una valanga di gol incassati, penalizzazione in arrivo, faticosa coesistenza tra le due anime societarie): «Con – premette Castiglioni – il rapporto era ormai logoro. A prescindere dalla situazione in cui si trova ora la Pro Patria, non si poteva più andare avanti con quella gestione: che peraltro, nell’ultima stagione, era stata negativa anche sul piano dei risultati, visto che la squadra è retrocessa in D. Insomma, bisognava voltare pagina. Certo – osserva Castiglioni – il passaggio di proprietà è stato fatto in fretta e ha comportato un matrimonio d’interesse che era prevedibile non potesse durare troppo a lungo. Tant’è che i nodi sono già arrivati al pettine. Chi ha provato a dirlo prima è passato per il cattivo di turno, ma quella era la realtà». L’addio (o arrivederci?) di Ragazzoni e l’insediamento di Mastropasqua (uomo del gruppo

) in panchina dovrebbe perlomeno portare maggiore chiarezza e limitare gli equivoci (visto che Oliva era stato portato a Busto da Ragazzoni): «Cade un altro alibi, ora tutta la gestione tecnica si può ricondurre al gruppo Collovati – continua Castiglioni – Credo che la loro idea fosse quella di prendere , ma ci sono stati degli ostacoli di tipo economico. Non è detto però che una soluzione diversa, come quella di Mastropasqua, non possa rivelarsi quella giusta. Io credo che questa squadra – seppure costruita in fretta e con delle lacune – abbia anche delle qualità: certamente le larghe sconfitte di queste prime giornate non sono giustificabili in base alla qualità complessiva del gruppo. Ora bisogna rimettere un po’ d’ordine, fare scelte semplici e non cervellotiche. Con Oliva abbiamo visto giocatori fuori ruolo, troppi cambi di modulo, sono saltate anche quelle poche certezze che la squadra poteva avere. Mastropasqua deve ripartire da scelte semplici e logiche». La piazza finora ha incassato le sconfitte con filosofia, forse pure troppa…«L’atteggiamento eccessivamente comprensivo dei tifosi non aiuta la squadra perché le fornisce un alibi – sottolinea Castiglioni – Non condivido l’eccessiva indulgenza: si crea un clima per cui sembra ineluttabile dover perdere sempre, e non deve essere così. Si poteva capire la comprensione dopo la prima partita, ma non dopo una prestazione inaccettabile come quella di sabato col Pordenone». Lumezzane-Pro Patria di sabato prossimo (ore 14) sarà arbitrata da Guarino di Caltanissetta. Pro Patria-Cuneo (7^ giornata) si gioca domenica 18 ottobre alle 15.