“Adesso lo sballo è roba da borghesi”

GALLARATE «Si ripetono situazioni già vissute, ma con dinamiche e figure diverse». Comincia così l’analisi di Roberto Sartori, anima gallaratese della Fondazione «Exodus», dopo l’ennesimo blitz della polizia contro lo spaccio della droga in città.«Negli anni ’80 il “tossico” era un emarginato, visibilmente dissociato dal contesto – spiega – «oggi sia lo spacciatore che il fruitore più o meno occasionale di droga è una persona assolutamente normale, si integra nel tessuto sociale. Ed è questa difficoltà nel riconoscerlo a destare allerta». Poi spiega che chi abusa degli stupefacenti, oggi, «non è più il figlio dell’emarginazione e del disagio, ma della borghesia».Per questo, rimarca «occorre riflettere e cercare di trovare nuovi sistemi per arginare il problema». Il primo passo è quello di capire

come sia cambiata la situazione. «Vent’anni fa la zona dello spaccio si concentrava intorno alla stazione ferroviaria – ricorda –  oggi i pusher vanno in centro con il bilancino»: come faceva uno dei giovani arrestati dalla polizia. «Stiamo assistendo ad un abbassamento dei freni inibitori», riflette Sartori, che poi passa anche dall’autocritica: «Noi che veniamo dal ’68 abbiamo banalizzato l’uso dell’hashish con i nsotri figli, o perlomeno non lo abbiamo criminalizzato a dovere. E ora che ci ha invaso, ci spaventiamo».Uno dei modi per tentare di invertire la tendenza può sicuramente essere quello di «trovare le modalità per far capire ai giovani che non è con lo sballo che ci si diverte e che ci sono dei modi più sani per farlo».

e.romano

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