Roma, 17 mag. (Apcom) – Il cordoglio del mondo della politica per la morte dei due soldati italiani è unanime, ma sul futuro della missione italiana in Afghanistan i partiti si dividono: soprattutto la Lega nord, con il coordinatore delle segreterie Roberto Calderoli, si chiede se sia il caso di rimanere ancora nel Paese o se non sarebbe meglio rivedere il profilo della missione. “Spesso – sono state le sue parole – abbiamo espresso perplessità sull’esportazione della democrazia, ma ogni decisione va presa insieme al resto, non può essere unilaterale. Vedremo a livello internazionale. Al di là della perdita di vite umane che fanno spaccare il cuore, bisogna verificare se questi sacrifici servono”.
Ma Silvio Berlusconi frena sull’ipotesi di exit strategy. Dal premier, oltre al cordoglio per le vittime, è arrivata infatti la conferma che la missione italiana in Afghanistan è “fondamentale” per la “pacificazione di un’area strategica”. Stessi toni anche dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Tutti – ha detto – ci interroghiamo, non solo Calderoli, di fronte a una cosa del genere”. “Voglio comunque ringraziare Calderoli – ha aggiunto – perchè subito dopo ha dichiarato che facciamo parte di una missione internazionale ed è all’interno di essa che prendiamo le nostre decisioni. Contribuiamo a far decidere gli organismi internazionali ma non in modo unilaterale. Oggi abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere che il rischio è connesso all’importanza della missione”. (segue)
Gic
© riproduzione riservata










