Roma, 20 mag. (Apcom) – Ha avuto inizio alle 10, alla Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, la cerimonia funebre per il sergente Massimiliano Ramadù e il caporal maggiore Luigi Pascazio, uccisi lunedì scorso nell’ovest dell’Afghanistan. Presenti, nelle prime file, le principali cariche dello stato e del Governo: tra gli altri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i presidenti di Senato
e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Per il governo sono anche presenti i ministri Maroni, Bossi, Matteoli, Brunetta, Prestigiacomo, Brambilla, Fitto e Ronchi. Insieme a loro i due sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile. Tra i parlamentari, anche Gasparri, Casini, De Gregorio Fassino e Rutelli e i presidenti delle regioni Polverini, Cota e Zaia.
Accanto ai feretri, avvolti dal tricolore e sistemati al centro della navata davanti all’altare, i familiari delle due vittime. Presenti anche il capo di Stato Maggiore della Difesa Vincenzo Camporini e i vertici delle Forze armate.
Centinaia le persone che hanno preso posto sui banchi della basilica: moltissimi i militari, presenti a titolo personale o in rappresentanza delle Forze armate. Ma numerosa è anche la presenza dei civili, gente comune che ha voluto testimoniare così la propria vicinanza alle famiglie delle due giovani vittime.
Palese la commozione dei presenti: molti gli occhi lucidi e gli sguardi persi nel vuoto, evidente il senso di profondo vuoto che traspare dai volti affranti di molti commilitoni degli Alpini rimasti uccisi nell’esplosione di lunedì.
Coa-Gic
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