Roma, 18 set. (Apcom) – “Nessun ripensamento o annullamento” della missione italiana in Afghanistan che continua “condivisa” e “coerente” con gli orientamenti espressi dal Consiglio superiore della Difesa. A dire una parola di chiarezza, mentre la maggioranza dibatte dopo le parole pro ritiro di Umberto Bossi, è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal Giappone, dove domani terminerà la sua visita di Stato per fare rientro in Italia, il presidente risponde a dubbi e questioni senza mezzi termini: l’Italia è “determinata a tenere fede all’impegno preso con la comunità internazionale”.
Napolitano sgombra il campo dalle polemiche sulla “guerra americana”. D’accordo, “è comprensibile la discussione su come
rimotivare la missione delle Nazioni Unite e non solo la presenza americana in Afghanistan perchè quella in Afghanistan – dice – non è, come grossolanamente si dice, una guerra americana”. Non c’è margine per le strumentalizzazioni nelle parole del presidente nè per eventuali balzi in avanti per il ritiro o una modifica della missione da parte del governo.
Non a caso l’inquilino del Colle rivendica di avere i titoli per dire che il Consiglio supremo della Difesa, da lui presieduto, non deve rivedere il suo orientamento dato che anche nell’ultima riunione c’è stato “accordo tra i membri del governo, a cominciare dal presidente del Consiglio, sulla necessità di caratterizzare il contributo in Afghanistan sia su un piano militare che civile”. Insomma il contributo italiano “nelle aree di crisi” è sempre stato concepito “in modo equilibrato”.
Anche su un eventuale dibattito parlamentare il presidente si mostra prudente. “Io non ho titolo – dice – per prevedere,
auspicare, considerare necessaria una discussione in Parlamento.
Questo non spetta a me dirlo ma al governo e al Parlamento
stesso”. Le divisioni, comunque, stavolta non giungono dal Partito democratico. Napolitano cita apertamente un intervento di Piero Fassino su ‘Europa’ – che il presidente ha letto nella rassegna stampa del Quirinale – nel quale il responsabile esteri del Pd sostiene che è giusto restare in Afghanistan per rafforzare la democrazia.
Vep
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