New York, 18 feb. (Apcom) – E’ il 2008 l’anno più nero per la
guerra in Afghanistan. A certificare l’impennata nelle violenze
nel Paese arriva anche un rapporto delle Nazioni Unite secondo il
quale nei dodici mesi trascorsi le vittime tra i civili sono
aumentate del 40 per cento. Complessivamente le operazioni
militari in Afghanistan hanno ucciso nell’ultimo anno 2.118
civili, un vero e proprio record dall’inizio dei bombardamenti
nel 2001. Nel 2007, secondo la Missione Onu a Kabul, i morti tra
la popolazione a causa delle operazioni militari erano stati
1.523. Oltre la metà delle vittime degli ultimi mesi (1.160
persone) sono morte per mano dei terroristi, che hanno aumentato
così del 65% le proprie vittime rispetto all’anno precedente.
Il maggior numero di morti, riporta lo studio Onu, è stato
registrato nel sud del Paese, il 41%, mentre la zona più “sicura”
è quella occidentale, dove rientra anche il comando italiano ad
Herat, con il 9% del totale dei morti civili. Tra le persone
uccise dalle operazioni militari che sostengono le forze del
governo di Kabul la maggior parte è dovuta ai bombardamenti
(64%), in particolare quelli notturni.
Le Nazioni Unite restano profondamente preoccupate per l’alto
costo che il conflitto sta avendo tra avendo tra i civili”, si
legge nel rapporto della Missione in Afghanistan.
Nel corso del 2008 inoltre sono rimaste uccise in Afghanistan
anche 38 membri del personale giunto per aiutare la ricostruzione
del Paese. Si tratta per la maggior parte di componenti delle
associazioni non governative.
Da mesi gli ufficiali sul campo segnalano il peggioramento della
situazione soprattutto a causa dell’incremento del numero di
attentati. Nei prossimi mesi le azioni dei soldati Nato
dovrebbero addirittura intensificarsi con l’arrivo di altri
30.000 soldati americani. Un annuncio da parte della Casa Bianca
in questa direzione è atteso a giorni.
Cep
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