Agnesi contro la paura «Sacro Monte blindato? No, luogo di accoglienza»

Santuario gremito di autorità militari e cittadine per la Virgo Fidelis. Durante l’omelia il vescovo ha voluto lanciare un messaggio di sicurezza

– «Il Sacro Monte non è blindato. Il Sacro Monte è un luogo aperto e d’accoglienza». Sono chiarissime le parole pronunciate da monsignor ieri mattina durante l’omelia in occasione della messa solenne per la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri. Un monito inequivocabile pronunciato al cospetto di un santuario gremito; autorità militari, autorità cittadine, ma anche tanti varesini arrivati per stringersi intorno ai carabinieri.

A modo suo monsignore ha parlato di sicurezza, ma anche di apertura, scacciando gli allarmismi e la paura dopo gli ultimi tragici fatti di Parigi e alla vigilia del Giubileo di Roma. Non ha mai pronunciato la parola terrorismo, ma ha fatto espliciti riferimenti al periodo storico che viviamo dando indicazioni precise.
La prima è stata proprio questa: «Il Sacro Monte non è blindato. È libero e lo sarà anche il 12 dicembre quando apriremo insieme la porta sacra, proprio qui, in occasione del Giubileo» ha detto monsignore. Prima di lasciarsi andare ad una battuta: «Forse qualcuno ha creduto che il Sacro Monte fosse blindato vedendo qui tanti carabinieri. Ma è una festa, non c’è nessuna paura». Il vescovo varesino ha poi proseguito: «Grazie per aver scelto il Sacro Monte oggi per questa celebrazione; essere qui davanti alla Vergine Maria è particolarmente significativo per molte ragioni in questo momento».
Monsignore ha quindi puntato dritto l’obiettivo sulla realtà di questi giorni: «Noi dobbiamo crescere con speranze, non con paure. Dobbiamo camminare con fiducia. Dobbiamo essere vigili, forti e coraggiosi. Dobbiamo vigilare sul bene dei figli, e generare Gesù negli altri».
Ai carabinieri, rivolgendosi al colonnello , comandante provinciale dell’Arma varesina, ha rivolto parole di elogio, tese anche a dissipare le paure, a spegnere «inutili allarmismi. Noi sappiamo che la nostra provincia è sicura perché siamo consci che voi svolgete un ottimo lavoro. Ci sentiamo protetti – ha detto monsignore – e per questo vi ringraziamo. Anzi vi invito: siate voi carabinieri a chiedere a noi di essere cittadini altrettanto eccellenti. Capaci di senso civico, capaci di non cedere all’odio, capaci di guardare agli altri e di generare vita e speranza. Capaci anche, come oggi, di salire al Sacro Monte, luogo accessibile e sicuro».

Il vescovo ha concluso invitando i fedeli ad essere presenti per la celebrazione del prossimo 12 dicembre: «Il Sacro Monte è luogo aperto e d’accoglienza. Il Sacro Monte è un luogo di fede, il Sacro Monte non può essere blindato». Ha ripreso in questo modo le parole di Papa Francesco: «La Chiesa non sia blindata, ma apra le sue porte a tutti».
Al termine dell’omelia monsignore ha invitato tutti i presenti a pregare «per tutte le vittime del terrorismo». Al termine della funzione è stato il colonnello De Angelis a prendere la parola, dopo che il coro ha intonato l’Inno alla Virgo Fidelis, «canto – ha detto De Angelis – che impariamo nelle scuole militari e che poi sbiadisce negli anni. Ci ricorda perché siamo carabinieri. Ci ricorda perché abbiamo compiuto la non facile scelta di arruolarci». Per quel coro De Angelis ha ringraziato il capitano della compagnia carabinieri di Luino . Quindi il ringraziamento ai «cittadini per questa massiccia presenza che sottolinea il fortissimo rapporto con l’Arma dei carabinieri». E poi un pensiero per la Virgo Fidelis: «Patrona che ricorda anche il nostro essere sempre nei secoli fedeli».