La squadra mobile di Varese ha arrestato un 57enne residente in un comune a Sud del capoluogo. L’uomo, un agricoltore in pensione, è accusato di aver violentato la figlia adottiva: una bimba di origini sudamericane che, all’epoca dei fatti, aveva appena tre anni. L’agricoltore è sposato a una donna di 56 anni, originaria dello stesso Paese della bimba, che sarebbe stata ignara di tutto. I due hanno adottato la piccina circa un anno fa. Gli abusi sarebbero iniziati pochissimi mesi dopo.Ad accorgersi della violenza è stata la nipote della 56enne: la ragazza è un’infermiera ed è sposata con un medico. La zia le aveva affidato la piccina
perché, con il marito, doveva partire per un viaggio. L’infermiera e il medico si sono presto accorti che qualcosa non andava. Lavando la piccola avevano notato che le parti intime della bimba apparivano alterate.Nel corso delle indagini della Mobile, i sospetti sono poi stati confermati da un neuropsichiatra infantile che ha diagnosticato uno stress traumatico di origine sessuale e un disturbo della personalità. Ancora non è stato possibile sottoporre la piccola a una visita ginecologica: lei si rifiuta categoricamente di farsi toccare proprio lì, e gli inquirenti non vogliono forzare i tempi per non aggiungere un altro trauma a quelli che la bimba ha già patito.
Il Tribunale dei minori ha tolto la piccola ai genitori adottivi per affidarla momentaneamente a una comunità protetta del Varesotto.
A inchiodare l’uomo ci sarebbe anche il racconto della baby sitter che ha raccontato di aver sorpreso in un’occasione il 57enne a letto con la piccola: lui e lei, secondo la testimonianza, erano completamente nudi.
e.romano
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