Alberi monumentali, la Lombardia sfiora quota 500: Varese resta a 239 esemplari

Alberi monumentali, la Lombardia sfiora quota 500: Varese resta a 239 esemplari
Il nuovo censimento regionale porta a 497 il numero delle piante monumentali presenti in Lombardia grazie a 28 nuove iscrizioni. La provincia di Varese mantiene invariato il proprio patrimonio arboreo, tra i più ricchi della regione.

La Lombardia continua ad arricchire il proprio patrimonio verde. Con l’aggiornamento del censimento 2026, gli alberi monumentali presenti sul territorio regionale salgono a 497, avvicinandosi alla soglia simbolica dei cinquecento esemplari.

L’incremento è dovuto all’inserimento di 28 nuove piante riconosciute per il loro particolare valore naturalistico, storico e paesaggistico. Per la provincia di Varese, però, non ci sono novità: il numero degli alberi monumentali censiti rimane fermo a 239 esemplari, distribuiti in 48 Comuni.

Un patrimonio naturale da custodire

Le nuove iscrizioni riguardano alberi appartenenti a specie di grande pregio, tra cui cedri, faggi, aceri, gelsi, pioppi, querce e castagni, distribuiti tra le province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza e Pavia.

Parallelamente, tre alberi sono stati cancellati dall’elenco regionale a causa delle gravi condizioni vegetative e dei problemi di stabilità che ne hanno compromesso la conservazione.

Cosa rende un albero “monumentale”

L’inserimento nel registro regionale non dipende esclusivamente dall’età della pianta. Tra i criteri valutati rientrano anche le dimensioni eccezionali, la particolare conformazione, la rarità botanica, il valore paesaggistico e il ruolo storico o culturale che l’albero ha assunto nel corso del tempo.

Si tratta di autentici monumenti naturali che rappresentano una parte importante dell’identità dei territori e della memoria collettiva.

Il commento della Regione

L’assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, ha sottolineato il valore simbolico e culturale di questi esemplari.

«Ogni nuovo albero monumentale inserito nell’elenco rappresenta un patrimonio da tutelare. Molte di queste piante hanno attraversato secoli di storia, accompagnando intere generazioni e diventando punti di riferimento del paesaggio lombardo. Preservarle significa custodire la memoria e le tradizioni delle nostre comunità», ha dichiarato.

Come nasce il censimento

L’aggiornamento dell’elenco regionale è frutto delle segnalazioni presentate dai Comuni, successivamente verificate da Regione Lombardia con il supporto dei Carabinieri Forestali.

Una volta accertato il possesso dei requisiti previsti dalla normativa, gli alberi vengono inseriti nel registro regionale e successivamente trasmessi al Ministero dell’Agricoltura per l’inserimento nell’Elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia.

Per il Varesotto, quindi, nessuna nuova iscrizione nel 2026, ma resta uno dei territori lombardi con il maggior numero di alberi monumentali, testimonianze viventi della storia, del paesaggio e della biodiversità locale.

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