Alexandra, ore di attesa “Il mio digiuno va avanti”

VARESE «L’impegno concreto c’è, l’approvazione al consiglio regionale è poco più di una formalità. Spero che Alexandra Bacchetta se ne renda conto e interrompa lo sciopero della fame». L’assessore regionale ai Trasporti, il varesino Raffaele Cattaneo, è tornato ieri da Sandra Bacchetta per rassicurarla sull’impegno della Regione nei suoi confronti, dopo lo stop subito martedì pomeriggio dalla mozione bipartisan presentata da tutti consiglieri regionali varesini con l’obiettivo di indirizzare a Sandra e agli altri alluvionati del 2009 almeno una parte dei fondi stanziati dalla legge regionale 20/2011.

Stop dovuto ad una «scaramuccia da bambini», come l’ha definita la stessa Bacchetta: il consigliere dell’Idv Stefano Zamponi ha fatto un intervento sulla questione leghista, e i consiglieri del partito di Roberto Maroni si sono alzati e sono usciti, facendo mancare il numero legale per le votazioni e decretando la fine della seduta: la discussione della mozione riguardante Alexandra è stata rimandata al prossimo consiglio regionale, l’8 maggio.

La delusione per lei, giunta al ventisettesimo giorno di digiuno, è stata forte. Ma è decisa a non mollare, Alexandra Bacchetta, che anche dopo le rassicurazioni di Cattaneo continua decisa: «se sono arrivata a questo punto è perché mi sono fidata delle promesse. Per ricominciare a nutrirmi voglio un impegno nero su bianco». «La firma non c’è, ma l’ufficio di presidenza sta già lavorando

per cambiare le linee d’indirizzo che permetterebbero ad Alexandra di ricevere una prima cifra – dice Cattaneo, che mette sul piatto un’altra soluzione quasi a portata di mano – ho parlato con il presidente di Ania e con l’amministratore delegato di Axa, la compagnia assicurativa della signora Bacchetta. Mi hanno dimostrato la disponibilità a compiere un gesto concreto. Si tratta solo di definire «quanto»».

Per tentare di convincerla ulteriormente a desistere dal digiuno, Cattaneo ha invitato Alexandra Bacchetta a Ville Ponti, per parlare con il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ieri sera ha partecipato ad una manifestazione dal titolo forse poco appropriato per la situazione di Alexandra: «Cuore di cuochi». L’imprenditrice, però, per concludere la sua protesta vuole «segni tangibili, non promesse. E se l’Italia non mi aiuterà, ricorrerò alla Corte di Giustizia Europea».

e.marletta

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