Allarme per le protesi al seno «A Varese nessun pericolo»

VARESE Non cessa l’allarme sulle protesi al seno pericolose, per cui si registra anche un primo risvolto giudiziario. L’Interpool ha infatti chiesto l’arresto di Jean Claude Mas, fondatore della società ‘Pip’ di fabbricazione delle protesi in silicone al seno francesi considerate a rischio.

A renderlo noto è il sito dell’agenzia Interpol che ha emesso un avviso di ricerca internazionale contro di lui. Mas, 72 anni, è ricercato dal Costa Rica per avere attentato alla “vita” e alla “salute”. Intanto in Francia il governo ha raccomandato “a titolo preventivo” e “senza carattere d’urgenza” la rimozione delle protesi Pip alle 30 mila donne che si sono sottoposte all’impianto.

In Italia il ministero della Salute ha invece ribadito che “non ci sono le premesse per creare allarmismi sulle protesi mammarie” ribadendo “quanto già affermato dal Consiglio superiore di sanità, cioè che non esistono prove di un legame tra le protesi Pip e l’insorgere di tumore, ma esiste solo una maggiore probabilità di rottura delle stesse”. Ieri, al termine di una riunione del gruppo di lavoro istituito ad hoc, il ministero ha emesso

un’ordinanza in cui si stabilisce che le strutture e i professionisti che abbiano impiantato protesi Pip devono “notificare all’autorità sanitaria regionale i dati relativi agli interventi nei quali sono state impiantate”. Le ripetute rassicurazioni non sono però state sufficienti a migliaia di donne, che hanno contattato medici e centri nelle ultime ore. La stima arriva da una ricognizione tra i chirurghi plastici aderenti alla Società italiana di chirurgia plastica ed estetica (Aicpe).

Secondo le stime, sarebbero 4.300 le protesi Pip impiantate in Italia. E in queste ore, i Comandi dei carabinieri dei Nas di tutta Italia stanno effettuando verifiche nei distributori di dispositivi medici per rintracciare i centri e i professionisti che potrebbero aver acquistato e utilizzato le protesi ora sotto accusa.

A Varese, intanto, prende la parola il direttore della strutture semplice dipartimentale di chirurgia plastica dell’ospedale di Circolo, professor Luigi Valdatta, precisando che «le protesi utilizzate a Varese sono da sempre di produzione statunitense, assolutamente sicure e di elevata qualità. Le pazienti che hanno subito interventi ricostruttivi al seno nella nostra struttura possono quindi stare tranquill».

s.bartolini

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