All’ospedale di Busto Arsizio il malanno è sosta selvaggia

All’ospedale di Busto Arsizio il malanno è sosta selvaggia

BUSTO ARSIZIO Una malattia di difficile cura all’ospedale? Sosta selvaggia. Nella cerchia delle mura ospedaliere la sosta selvaggia è stata in parte debellata anche se qualche indisciplinato continua a farsi notare. L’angolo più critico l’ingresso di otorinolaringoiatria: ecco l’immancabile Suv che occupa impunemente lo spazio riservato alla Croce Rossa e un paio di utilitarie senza tagliando per i disabili in sosta sulle strisce gialle. Poi tra Oncologia e il Bizzozzero, dove circolano i pazienti più delicati, spesso accompagnati dai familiari: per chi segue le terapie sono previsti posti riservati. Il numero di auto che superano le sbarre del cancello d’ingresso è notevole e tra i “furbetti” che non avrebbero bisogno di entrare e chi per necessità o fretta si trova a lasciare l’auto dove non si potrebbe, capita di imbattersi in situazioni di sosta indisciplinata. A volte con

conseguenze spiacevoli, come è successo in passato quando il lungo camion della Pet mobile. E’ stata siglata una convenzione con una cooperativa deputata alla vigilanza sulla viabilità interna: per il momento avvisi sul parabrezza. «Abbiamo rivisto il servizio di viabilità interna per educare i cittadini a parcheggiare in maniera più dignitosa – spiega il direttore generale Pietro Zoia – la situazione ora è nettamente migliorata, anche se c’è sempre chi vorrebbe parcheggiare la macchina al quarto piano». Più caotica la situazione fuori dal presidio. La presenza del parcheggio a due piani di fronte al Cup (il piano superiore è costantemente semideserto) e della maxi-area di sosta di via Formazza, che dista appena poche centinaia di metri dall’ingresso dell’ospedale, non bastano ad evitare la sosta selvaggia lungo via Arnaldo da Brescia e nelle vie Cremona e Formazza.Andrea Aliverti

m.lualdi

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