Altra rissa in piazza Repubblica Ma le telecamere restano spente

Altra rissa in piazza Repubblica Ma le telecamere restano spente

VARESE Scoppia l’ennesimo tafferuglio in piazza Repubblica, e questa volta sotto lo sguardo allibito di ospiti più e meno illustri. La prova, tangibile, che la zona, nonostante i ripetuti proclami e le rassicurazioni innanzitutto del Comune, rimane una piccola grande vergogna nel cuore della città

L’ultimo caso risale a giovedì sera all’ingresso del centro commerciale Le Corti che si affaccia sulla piazza, proprio in concomitanza con la serata-evento dedicata alla Protezione Civile con il concerto di Ivana Spagna. Tre ragazzi extracomunitari hanno iniziato a prendersi a botte all’interno del centro commerciale, sono stati “accompagnati” all’esterno dalla vigilanza, e sono andati avanti per un qualche decina di minuti, secondo le testimonianze dei negozianti che hanno assistito alla scena, mentre gli invitati alla serata con tutte le autorità presenti si trovavano all’interno del teatro Apollonio per la cerimonia e l’aperitivo.

Allertati dalla gente rimasta nell’atrio che nel frattempo si è accorta di cosa stava accadendo, vigili, poliziotti e carabinieri sono intervenuti per sedare la rissa. Missione compiuta, ma non senza polemiche. La videosorveglianza del progetto Sinesicura, iniziativa sperimentale a costo zero per il Comune portata a Varese grazie a una società che fa capo a Finmeccanica, non è ancora partita a più di un anno dal primo annuncio. Intanto la gente che vive e lavora nella zona torna a chiedere controlli più incisivi per tutelare loro, i loro dipendenti e i loro clienti.

«È stato un episodio paradossale», racconta Massimo Rovera. «Il dirigente della protezione civile è arrivato sfrecciando a tutto gas sull’auto blu facendosi largo in mezzo al traffico, scortato da tre moto dei vigili davanti e tre dietro, intanto in piazza succedeva di tutto senza che nemmeno ci venga garantito un presidio». Eppure l’annoso problema della gente che frequenta la piazza non si risolve ed è riconosciuto all’unanimità. «Davanti alle Corti c’erano questi immigrati che si picchiavano. Dal teatro tutti guardavano stupefatti e nessuno interveniva. Finalmente è intervenuta una pattuglia e un dirigente della polizia in giacca e cravatta che ha dovuto mostrare il tesserino per qualificarsi». Un po’ diversa la versione dell’accaduto che dà il comandante dei vigili, Antonio Lotito. «C’ero anch’io», dice, «c’è stato un minimo di zuffa tra immigrati domata sul nascere perché eravamo presenti in forze».

Sono intervenuti, secondo il comandante, polizia locale, di stato e carabinieri. «È andata avanti più o meno dalle 19.20 alle 19.45», racconta invece Carlotta, commessa nel negozio di abbigliamento proprio di fianco all’ingresso. «Io ero sulla porta e mi sono accorta a rissa iniziata, solo dopo un bel po’ si è placata con l’intervento della polizia». Non è stupita comunque dell’accaduto. A chiederle un commento sulla situazione della piazza, la risposta è sconsolata: «Domanda di riserva?»

«Erano molto giovani e sicuramente immigrati», dice il barista Gigi. «Hanno iniziato a litigare dentro, li hanno sbattuti fuori e hanno continuato a scannarsi almeno venti minuti».

Ma d’altra parte per loro sono episodi se non proprio all’ordine del giorno, quanto meno ricorrenti a settimane alterne. Tanto che qualcuno nemmeno si è preoccupato di uscire a vedere cosa stesse succedendo quando ha sentito gli schiamazzi: «Ormai quando vediamo gli immigrati che si picchiano chiudiamo a chiave la porta e aspettiamo che arrivi qualcuno, è un classico. Ma tanto siamo in Italia, il paese dove tutto è lecito».

s.bartolini

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