Ambiente; Wwf: ogni anno negli oceani 7mila specie marine aliene

Ambiente; Wwf: ogni anno negli oceani 7mila specie marine aliene


Roma, 15 lug. (Apcom)
– Specie marine infestanti che procurano
miliardi di danni al pescato, alle comunità costiere e alle
infrastrutture si diffondo mentre i paesi marittimi mondiali
continuano a trascurare con leggerezza di mettere in atto il
trattato internazionale che prevede la necessità di gestire e
trattare in modo efficace le acque di zavorra.

Un nuovo rapporto diffuso oggi dal Wwf, “Invasione Silenziosa”,
in coincidenza dell`incontro che si sta svolgendo in questi
giorni a Londra dell`Imo (Organizzazione Marittima
Internazionale) per prendere in considerazione gli aspetti
ambientali della marina mercantile, descrive dettagliatamente 24
casi in cui specie marine infestanti sono state introdotte o
diffuse, molto probabilmente, con lo scarico di merci dalle acque
di zavorra, nei 5 anni durante i quali la Convention on the
Control and Management of Ship`s Ballast Water and Sediments è
stata ratificata solo da uno dei principali dieci stati marittimi
mondiali.

Lo studio del Wwf stima che siano circa 7000 le specie marine e
costiere che ogni giorno attraversano gli oceani nascoste nelle
acque di zavorra e che l`84% delle 232 ecoregioni marine (le aree
più ricche di biodiversità identificate dal Wwf) sono contaminate
da specie invasive. Il traffico marittimo internazionale è
considerato il principale fattore delle vie di ingresso per molte
specie aliene e rappresenta un`industria enorme che commercia
oltre il 90% di tutti i beni che viaggiano tra un paese e l`altro.

In questi anni, ad esempio, la specie medusa pettine del Nord
America, detta anche cnetofora, che ha praticamente spazzato
via le acciughe e gli stock di un piccolo pesce autoctono, la
papalina (Sprattus sprattus balticus) nel Mar Nero negli anni `90
si è diffusa nel Mar Caspio, nel mare del Nord e nel Mar Baltico.
Il granchio guantato cinese Eriocheir sinensis si è insediato su
entrambe le sponde del nord Atlantico e si stima abbia causato
danni di circa 80 milioni di euro solo in Germania sugli argini
dei fiumi, sulla pesca e i sistemi acquatici.

La maggiorparte degli organismi marini `clandestini` muoiono
durante il viaggio oppure non appena `sbarcati`, ma le specie più
resistenti che proliferano nei nuovi ambienti possono colpire la
produttività della pesca e dell`acquacoltura, l`economia e la
sopravvivenza delle comunità e il benessere dell`ambiente delle
acque costiere e degli estuari.

Si stima che fin dall`adozione della Convenzione nel 2004 e fino
alla fine del 2009, le perdite economiche globali attribuite alla
diffusione di specie marine aliene può aggirarsi ai 50 miliardi
di dollari. Secondo il report del Wwf le acque non trattate
comportano spese che equivalgono a costi diretti di circa 70
centesimi per tonnellata di acque non trattate – o 7 miliardi di
dollari all`anno per i 10 miliardi di tonnellate di acque
trasportate globalmente ogni anno.

I costi si potrebbero abbattere a soli 4 centesimi per
tonnellata di acque trattate seguendo i metodi indicati dalla
Convenzione – meno del 6% dei costi annuali che si spendono per
non aver ancora affrontato il problema. La Convenzione entra in
vigore se viene ratificata da 30 stati che rappresentano il 35%
del `tonnellaggio marittimo mercantile. Attualmente ci sono 18
stati che rappresentano 15.4% del tonnellaggio mondiale, con la
Liberia come unico grande paese bandiera che ha ratificato.

In ogni caso se solo il maggiore paese `mercantile` come il
Panama firmasse la Convenzione, con il suo 22.6% di traffico
mondiale insieme ad altri 11 stati bandiera di qualunque
dimensione, la Convenzione entrerebbe in atto.

Red/Apa

151443 lug 09

MAZ

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