Anche i bimbi con il cellulare “Occhio ai rischi per la salute”

Anche i bimbi con il cellulare “Occhio ai rischi per la salute”

VARESE Quasi il 60% dei bambini che frequentano le scuole elementari oggi ha un telefonino con sé (nel 2008 erano il 57,5% secondo il rapporto Eurispes sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza), ma sono oltre il 90% i piccoli che comunque usano il cellulare per chiamare, mandare sms o giocare. «Peccato che solo nei prossimi sessantanni potremo sapere con esattezza quali sono le conseguenze dell’uso e soprattutto dell’abuso dei telefonini nell’età della crescita – commenta l’assessore all’ambiente Luigi Federiconi – dunque sarebbe meglio  sensibilizzare la popolazione a un atteggiamento più prudente».Nasce con questo spirito il progetto Camelet presentato ieri mattina a Palazzo Estense dal sindaco Attilio Fontana assieme a un gruppo di assessori e tecnici di Asl e Università dell’Insubria che hanno partecipato attivamente alla sua realizzazione. In pratica si tratta di un’iniziativa rivolta alle scuole (per ora hanno aderito solo otto classi delle medie don Rimoldi e Salvemini e il liceo scientifico Galileo Ferraris) come punto centrale della formazione dei ragazzi. Nei mesi scorsi gli insegnanti hanno seguito delle lezioni piuttosto tecniche su cosa sono le antenne, i campi elettromagneti e sui diversi apparecchi elettromagnetici con particolare attenzione ai loro effetti sanitari. Quelli noti e quelli che continuano ad essere

oggetto di studio. I professori dovranno poi comunicare le stesse informazioni ai loro studenti, anche grazie alla distribuzione di un opuscolo «Uso dei cellulari e campi elettromagnetici: parliamone», creato apposta per l’occasione. «In più ai ragazzi saranno distribuiti due questionari, uno prima del progetto, l’altro alla sua conclusione, per valutare se hanno poi cambiato le loro abitudini di uso del telefonino.«Sappiamo che alcuni adolescenti dormono con il telefonino acceso sotto il cuscino – spiega l’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini – e ci sono genitori che raccomandano ai figli piccoli di tenere i telefoni acesi per sicurezza, per poterli sempre contattare». Atteggiamenti e stili di vita che dovrebbero essere più consapevoli dei rischi: «Non siamo contrari all’uso della tecnologia ma il telefonino è un apparecchio tecnologico che emette radiazioni per quanto minime e bisogna usarlo con consapevolezza», ha aggiunto l’architetto Marinoni della tutela ambientale ricordando che i cittadini di Varese possono ancora chiedere il monitoraggio del campo gratuito del campo elettromagnetico di casa con apposita domanda da presentare all’ufficio protocollo di Palazzo Estense. Fin ora i risultati sono di circa 0,3 volt metro, dieci volte inferiori a un ordine di grandezza di interesse dal punto di vista sanitario.Lidia Romeo

s.bartolini

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