VARESE La corsa in massa all’antennista sarà inevitabile, ma solo dopo lo switch off di venerdì che toccherà 127 comuni del Varesotto, comprese Varese e le città di Busto Arsizio e Gallarate. Prima del fatidico giorno del passaggio finale al digitale terrestre qualunque sintonizzazione ben fatta del decoder sarebbe da azzerare e rifare ex novo con le frequenze definitive. L’associazione Artigiani lo ha spiegato chiaramente: «Fino al 26 dovremmo impostarlo sulle frequenze vecchie, inoltre il Ministero non ha ancora dato le frequenze definitive per le tv private» chiarisce il referente di categoria, Maurizio Scotti. Per le emittenti locali esiste già un elenco, ma contiene «informazioni provvisorie, che dovrebbero essere quelle definitive, ma che ancora possono essere modificate». In altre parole, siamo in alto mare. Con i costi in ballo inoltre c’è poco da scherzare. Si va dai 100 euro di un sopralluogo con uscita sul tetto per valutare l’entità del problema fino ai 1.200 per l’installazione di un impianto completo di parabola, collegamenti e decoder, per chi avesse la sfortuna di trovarsi in zona d’ombra dove il segnale terrestre proprio non arriva. Il problema interessa prima di tutto il capoluogo e le zone sotto al Campo dei Fiori, così come alcune aree del luinese, mentre nel basso varesotto i disagi saranno limitati. «Prima di tutto bisogna verificare se l’apparecchio ricevitore funziona correttamente e riesce a rilevare tutti i canali o quanto meno i principali», spiega Scotti. Per chi prenderà Rai, Mediaset e La7 si pone soltanto il problema di decidere se ottimizzare l’offerta portandosi in casa tutti i canali possibili: è sufficiente una sintonizzazione ben fatta. Chi invece non prendesse uno o più canali deve preventivare, oltre alla sintonizzazione, un intervento all’antenna o alla distribuzione fino alle prese nei muri. Peggio va a quelli che
abitano nelle cosiddette zone d’ombra, scoperte cioè dal segnale televisivo terrestre, che dovranno puntare sulla parabola. Attenzione però al palo su cui va montata: se si installa a muro o se si recupera un palo preesistente eliminando la vecchia antenna per far spazio alla “padella” (ma ce ne sono anche di molto meno antiestetiche, color mattone e di forma romboidale o trapezoidale), si possono risparmiare anche 300 euro. Una nota che fanno sia Associazione Artigiani che Cna riguarda invece l’incaricato di occuparsi del proprio impianto: meglio accertarsi che sia effettivamente un antennista, perché spopolano gli elettricisti o quant’altro che si improvvisano professionisti ma non ne hanno la strumentazione. «L’antenna con il digitale terrestre – spiega Claudio Gaglianone, Cna – è un sistema molto sofisticato: se una volta si poteva anche pensare di andare sul tetto e spostare l’antenna, empiricamente ora è impossibile. Senza strumenti di puntamento specifici non si prende più niente». E in ogni caso, conferma, meglio farlo dopo lo switch off, pena la sparizione del segnale il giorno dopo. Sui prezzi invece c’è parecchia confusione. «Esiste un listino prezzi per le antenne ma non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti – spiega Gaglianone – è di gran lunga superiore a quello che tutti noi chiediamo per materiale e installazione. Diciamo, per dare dei numeri che i costi partono da un minimo di 550 euro per mettere l’antenna senza particolari problemi sul tetto e con 5 o 6 prese da raggiungere. Con difficoltà tecniche i costi salgono». Si attiene invece al listino della Camera di Commercio l’associazione artigiani, dove per un’uscita si va dagli 80-120 euro. Il costo naturalmente varia in base al tempo impiegato e al materiale, ma si parla di circa 40 euro per l’uscita e 50 euro per ogni ora.Francesca Manfredi
s.bartolini
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