Anteprima degli Harlem Tante foto, ma poco basket

Prendi due componenti dei mitici Harlem Globetrotters, veri e propri acrobati del basket.

Mettili dentro una palestra, davanti a un canestro, con una palla a spicchi in mano e immagina che cosa può accadere da un momento all’altro. Nulla o quasi, o almeno questo è stato l’esito della visita al Campus, andata in scena ieri pomeriggio, di Tay Fischer, in arte Firefly (Lucciola), e Alex Weekes, o meglio Moose (Alce).

Sorrisi, tante foto, qualche simpatico gioco (rigorosamente piedi a terra, senza neanche uno sguardo al tabellone) insieme ai ragazzi delle giovanili del Campus, dal minibasket all’Under 17. Felici comunque i giovani cestisti varesini della presenza dei prestigiosi ospiti, però è sicuro che almeno un piccolo assaggio di tanto talento, che andrà poi in scena venerdì 2 maggio alle 20.30 al PalaWhirlpool, poteva essere loro regalato, perché – dato che siamo ancora in clima – la comparsata di ieri è stata un po’ come una Pasqua senza uovo di cioccolato.

Del resto, «essere ambasciatori della pallacanestro-spettacolo è veramente una gioia» ha spiegato Tay Fischer. «È meraviglioso poter viaggiare e intrattenere un pubblico così grande: in 5 anni insieme agli Harlem ho girato cinquanta Paesi del mondo e se non fossi entrato in questa squadra non sarebbe mai stato possibile».

Ragazzi in campo, genitori in tribuna ad assistere e scattare istantanee. «Io stesso ricordo di quando da bambino guardavo, sognando, le esibizioni del gruppo di allora in tv» ha raccontato Alex Weekes. «Perché gli Harlem hanno una storia lunga oltre ottant’anni, fatta di grandi giocatori e spettacoli incredibili. Una tradizione che però si rinnova continuamente, aggiungendo sempre grandi novità».

Il tutto al solo scopo di fare show, lontano dagli aspetti prettamente agonistici che caratterizzano la pallacanestro tradizionale. «Ma è una dimensione che non ci manca affatto, perché la sentiamo comunque dentro – ha aggiunto Firefly -. C’è sempre competizione, anche in ciò che facciamo noi: è quello lo spirito che ti porta a migliorare sempre».

E allora cresce l’attesa per il ritorno a Varese del loro grande spettacolo, assente dal 2010, e arricchito dalla presenza di una ragazza, Sweet J Ekworomadu («ma non è affatto la prima», hanno chiarito Moose e Firefly), che aggiungerà tutta la sua grazia allo show. Perché ci sono tanti modi originali e spettacolari di realizzare un canestro. Purtroppo ieri non ne è stato mostrato nemmeno uno.

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