Roma, 27 dic. (Apcom) – A2A è pronta a sfidare l’Enel sul
nucleare. Lo afferma il presidente del consiglio di gestione,
Giuliano Zuccoli, che al Corriere della Sera afferma che “serve
un polo alternativo. Certo, in Italia – dice – le cordate
‘nucleari’ dovranno essere almeno due, perchè averne una sola
significherebbe azzerare il mercato libero. E non si risolve il
problema facendo entrare altri operatori nel raggruppamento con
l’Enel”.
“Il tempo stringe – aggiunge – e con l’inizio dell’anno nuovo
saremo pronti a presentare un’ipotesi di lavoro tramite il nostro
Energy Lab. Un programma che riteniamo percorribile, senno
dovremo metterci la coda tra le gambe e ritirarci”.
Per Zuccoli occorre “una compagine che regga il confronto con Enel e Edf. Una soluzione alternativa deve stare in piedi da un punto di vista sia finanziario sia industriale. Nel primo caso – dice – ci vuole un soggetto forte, un operatore finanziario e quindi non necessariamente l’Eni. Andrebbero bene anche delle banche o dei fondi,
in generale, degli investitori di lungo periodo. Per il secondo aspetto ci vogliono degli operatori elettrici e anche in questo caso non necessariamente l’Eni, che pure ha competenze innegabili. Insomma, penso a un modello sulla falsariga di quello Edipower, gia ampiamente sperimentato con l’aggiunta di un operatore nazionale per le costruzioni e i motaggi, forse anche di due”.
E come sarebbe l’Ansaldo? “E’ naturale – dice Zuccoli – anche
perche bisogna pensare a dare fiato all’economia e alle imprese
italiane. Non dimentichiamo che in passato siamo stati fra i
primi al mondo ad entrare nel nucleare. Oggi nel mondo ci sono 55
reattori in costruzione per un valore di 200 miliardi di euro.
Come Paese dobbiamo riprendere questa tecnologia e farlo con un
occhio aperto al mondo”. Quanto alla controllata Edison,
“nell’ultimo consiglio di amministrazione tra i soci si e
trovata condivisione sulla questione nucleare. Ci siamo trovati
d’accordo sul fatto che Edison giochi la sua partita in
autonomia”.
Zuccoli afferma poi che in Lombardia si potrebbe costruire una
centrale: “E’ una regione che confina con un grande fiume e le
condizioni tecniche per farla, in teoria, ci sarebbero”.
271336 DIC 09
red
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