Appello dei “Bitcoin-boys” «Negozi, è meglio dell’euro»

Appello dei “Bitcoin-boys”
«Negozi, è meglio dell’euro»

Si diffonde la Bitcoin-mania anche in provincia di Varese: la moneta elettronica comincia a fare proseliti.

Dei 21 esercizi in Lombardia che già oggi accettano pagamenti in bitcoin, ce ne sono due nel sud Varesotto. Ecco che scatta l’appello a diffondere l’utilizzo della nuova moneta: «Per i negozi è molto conveniente, si paga con uno smartphone e la somma può essere subito convertita in euro».

A farlo sapere è della Unixmedia di Lonate Pozzolo, un’attività di produzione e commercializzazione di articoli di domotica, che è uno dei primi due esercizi in provincia di Varese ad aver offerto ai propri clienti la possibilità di scegliere di pagare in bitcoin (con la minuscola quando si intendono le unità di conto).

L’altro è l’agenzia Immobiliare Diaz di Busto, che permette ai propri clienti di «saldare l’onorario in bitcoin», come ci spiegano i soci. In poche parole, in caso di vendita di un appartamento o di intermediazione per un affitto, la percentuale che spetta all’agenzia può essere versata con la moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

D’altra parte pagare in bitcoin è molto semplice e immediato, come pagare in contanti: una volta effettuato l’acquisto, il cassiere mostra un “QRcode”, il compratore fotografa il codice con gli smartphone, e il pagamento è fatto.

«È una moneta molto giovane, ha solo cinque anni in fondo – ammette Franco Lanza – affinché si diffonda ci vuole tempo e soprattutto stabilità. Quest’ultimo per il momento è il deterrente più forte all’uso per le transazioni quotidiane». Le oscillazioni infatti sono all’ordine del giorno. D’altra parte il boom nell’utilizzo del Bitcoin ne sta facendo salire di molto il valore: dai 40 dollari circa di un anno fa, oggi siamo a circa 800 euro.

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