«Aprite quelle ville potrebbe essere una grande opportunità per il Sacro Monte». Questo l’invito di Enrica La Viola, proprietaria dell’elegante bed and breakfast “Il Parco e gli Affreschi” al Sacro Monte. L’architetto La Viola ha aperto nel 2008 un b&b all’interno di quella che tutti conosciamo come Villa Pax: realizzata da Ludovico Pogliaghi. Se sulla cima del Parco Campo dei Fiori esiste un hotel, sempre nato per mano del grande Pogliaghi, che non dà (da qualche anno a questa parte) segni di vita se non quelli che vengono portati annualmente dai volontari che organizzano la Festa degli alpini appena conclusasi, poco distante esiste una villa che è in pieno fermento, grazie alla lungimiranza della sua proprietaria. «Nella mia vita ho sempre viaggiato. Poi è morto mio figlio e mio nipote è venuto a vivere con me. In quegli anni era ancora giovane e doveva andare a scuola, così non ho più potuto viaggiare e ho deciso di portare il mondo dentro la mia casa». Al piano terra è possibile visitare il salottino con camino e soffitto a cassettoni da cui si accede all’incantevole bow-window, completo di mobile-finestra, tavolo, sedie Savonarola e orologio a parete in stile gotico tedesco. Infine è possibile sostare all’interno della veranda con copertura a volte archiacute affrescate, rette da colonne, su cui si innestano vetrate colorate. Gli ospiti della signora La Viola provengono da tutto il mondo e sono amanti della cultura. «Obbligo ognuno dei miei ospiti, la stragrande maggioranza dei quali é interessato al Lago Maggiore, a visitare Villa Panza». La proprietaria del b&b ha pronto da tempo un progetto che prevede un rilancio
di una parte della storia di Varese poco nota e chiusa all’interno di muraglioni e cancellate di ville di pregio troppo poco spesso vissute non solo dai turisti, ma anche dai proprietari. «A Varese ci sono una quarantina di ville in stile Liberty di pregio con parchi inutilizzate dai proprietari. Il Politecnico di Milano ha recentemente svolto un rilevamento di tutte le proprietà di pregio del Varesotto. Il mio intento è mettermi in contatto con le istituzioni e gli enti competenti per proporre ai proprietari di aprire stagionalmente le ville e i parchi, mettendo a disposizione almeno una stanza per i villeggianti». Ciò permetterebbe di avere un rientro economico per svolgere i lavori di manutenzione di queste ville, classificate spesso come seconde case e quindi molto costose da mantenere, e chi visiterà i nostri territori compirebbe un tuffo nella storia di una Varese ottocentesca. «L’idea è creare una rete tra i b&b all’interno di queste ville e organizzare delle visite, guidate dagli stessi studenti del Politecnico che hanno redatto negli anni delle tesi riguardo ad esse e possono raccontarne la storia: Varese, in fondo, nasce come luogo di villeggiatura dei milanesi. Inoltre, all’interno dei parchi delle ville si potrebbero organizzare eventi culturali di alto livello come mostre artistiche e concerti». Questo bellissimo progetto che ha visto scendere in campo la signora La Viola già in occasione di Expo sembra essersi arenato. «Varese è poco lungimirante – commenta – Ho proposto la cosa a più enti, ma non ho trovato una figura di riferimento che avesse la reale volontà di organizzare il tutto. Io sono disponibile a metterci del mio».













