Arnate, nessunorimuove lo sporco

GALLARATE Un mese fa Legambiente l’ha ripulita insieme ai cittadini che hanno partecipato all’iniziativa «Puliamo il mondo», dieci giorni fa lo stesso sodalizio ambientalista è tornato a denunciare come fosse di nuovo piena di rifiuti. Rimuovere questi ultimi, però, non è servito a dare pace a via Filzi. Ancora ieri mattina, questa strada, dove finisce l’asfalto alle spalle del cimitero di Arnate, somigliava fin troppo alla vicina piattaforma ecologica gestita da Amsc.

Ad accogliere il passante, sul lato destro della strada, una batteria d’automobile, di quelle micidiali per le falde acquifere. Dall’altra parte, i consueti laterizi, ovvero materiale inerte proveniente da qualche cantiere edile. Subito dopo un paio di sacchi gialli, del tipo di quelli che l’ex municipalizzata distribuisce per la raccolta della plastica. Una scarpa di tela nera, per un piede sinistro, e un giubbottino con il cappuccio, anch’esso nero. Più avanti i pezzi di quello che fino a qualche giorno fa doveva essere un armadio, o comunque un mobile. E che oggi si aggiunge al lungo elenco dei rifiuti abbandonati nelle zone periferiche della città.

Eppure la vergogna di via Filzi è nota a Palazzo Borghi. Durante l’ultimo consiglio comunale ne parlò Cinzia Colombo (La Sinistra). Pare anche che l’assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola stesse valutando la possibilità di piazzare una telecamera alla caccia degli incivili che scaricano i rifiuti. I volontari di Legambiente avevano teso una catena, legata agli alberi che si trovano ai lati della strada. Un manufatto sì abusivo, ma comunque sufficiente

ad impedire che qualcuno passasse con l’auto per scaricare l’immondizia. Ma dopo il passaggio dei dipendenti Amsc, venuti a raccogliere l’amianto, e degli operai del comune, che hanno sigillato un tombino usato per scaricare liquami, la catena è sparita. Mentre i rifiuti sono ricomparsi. «Abbiamo suggerito al Comune di sistemare la strada, o almeno di posizionare dei panettoni che impediscano il passaggio», spiega il presidente di Legambiente Emilio Magni.

Basterebbe che l’assessorato all’Ambiente girasse la comunicazione a quello ai Lavori pubblici perché intervenga. Scambio di informazioni che sarebbe agevolato dal fatto che le deleghe sono entrambe in mano alla stessa persona, ovvero l’assessore Leonardo Martucci. Ma, al momento, via Filzi rimane una discarica. E gli ambientalisti pensano ad una raccolta di firme tra gli arnatesi.

f.tonghini

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