Arresto Rizzi: le telefonate che tradiscono la cricca

Spuntano le intercettazioni che hanno portato all’arresto di del leghista Fabio Rizzi. Per gli inquirenti: «I vertici della Lega Nord erano ciechi e sordi»

– Arresto Fabio Rizzi: la cricca tradita dal telefono. E per gli inquirenti il sistema messo in piedi da Paola Canegrati, con la copertura fornita da Fabio Rizzi, altro non fa che continuare sulla strada tracciata dal “sistema Formigoni”.

Per gli inquirenti i «vertici della Lega Nord erano ciechi o sordi». Nell’intercettazione di una conversazione con un manager ospedaliero, , il braccio destro di finito pure lui in carcere, parla dei controlli a Palazzo Lombardia. Gli investigatori ne fanno una sintesi: «Longo dice che dopo i fatti giudiziari Maroni deve dare un segno di controllo. Si teme che per far vedere che Maroni controlla, blocchi gli spostamenti dei direttori generali. Longo non crede che avverrà». Gli arrestati, per gli inquirenti sognano in grande. C’è una conversazione del 12 maggio di due anni fa tra Mario Longo, braccio destro di Fabio Rizzi, e Rizzi stesso che gli inquirenti sintetizzano in modo esemplare.

Longo racconta che «ha parlato con Cerea e con Cogliatti che gli hanno detto che insisteranno con (, ndr) per fare un Gruppo sanità con competenza ed energia mettendo Rizzi a capo del progetto». Rizzi era di fatto il deus ex machina della sanità lombarda, emissario del governatore, come dimostra, per gli inquirenti, una conversazione intercettata di , l’imprenditrice considerata dagli inquirenti al vertice dell’associazione a

delinquere, che gode della nomina di Rizzi. «Ho sentito Longo… m’ha detto… “allora… il senatore Rizzi è stato ufficialmente nominato come l’interlocutore per la Sanità di Roberto Maroni… G’ho dit (gli ho detto, ndr) “congratulazioni”. Adesso questo qui s’è fatto fare questa… Progetto dentiere pazienti anziani… el ciapa utantamila euro l’ann (prende 80mila euro l’anno, detto in dialetto, ndr)… Sì, per non fare un caz…».

Poi ci sono le lamentele sul centro odontoiatrico di Borsano, imposto da Rizzi alla Canegrati, secondo gli inquirenti, che la donna definisce “una cagatina di pollo” perchè si potrebbe «fare molto di più con l’istomatologia». E c’è l’apparente povertà di Rizzi che con i suoi ottomila euro al mese, cinquemila vanno per il mutuo, 1.500 alla Lega, proprio non riesce a far quadrare i conti. E infine c’è la voglia di Svizzera per far sparire il contante non tracciato: sono Longo e Rizzi e Donato Castiglioni, braccio destro di Rizzi, a parlare di un progetto da portare avanti oltreconfine.

«Infatti gnaro (ragazzo, ndr) bisogna spostarsi sulla politica estera», dice Longo e Rizzi: «Ma assolutamente». Longo: «Ci arrestano di meno, prima». Castiglioni: «No, ma adesso il sistema di andare su in Svizzera mi piace». Longo: «Eh beh». Castiglioni: «Perché almeno si parla tranquillamente senza rotture di coglioni».