Arriva il museo per mons Macchi Ma il Sacro Monte resta un incubo

Arriva il museo per mons Macchi 
Ma il Sacro Monte resta un incubo

Un museo dedicato a monsignor . Con le opere d’arte e gli oggetti religiosi raccolti dal prelato durante tutta la sua vita, divisi cronologicamente nei tre periodi della sua missione religiosa: gli anni al servizio di Papa Paolo VI, quelli come arciprete del Sacro Monte e infine gli anni di Loreto.

La Fondazione Paolo VI di Varese sta lavorando per aprire questo spazio museale, posizionato all’ingresso della Via Sacra, che rappresenterà, oltre a un tributo alla figura del monsignore, anche un centro culturale per conoscere la storia del Sacro Monte e di chi lo ha davvero valorizzato.

Come ci spiega , direttore e membro del cda della “Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese”.

La struttura si trova subito a monte della Prima Cappella, a lato della Via Sacra. Qualche anno fa ospitava un ristorante, che ha chiuso, e quindi lo stabile è stato acquistato dalla Fondazione e ristrutturato.

I lavori sono stati quasi completati, ed è già possibile vedere le sale (ancora vuote) che andranno arredate e raccoglieranno le collezioni di quadri, sculture, calici consacrati e abiti talari. Nonché anche alcuni libri antichi. Una struttura che si articolerà su tre piani, dove le esposizioni saranno al primo e al secondo, mentre il piano terra ospiterà una sala conferenze da 60 posti e l’atrio con l’accoglienza e il centro informazioni.

E se la Fondazione, a sue spese, sta portando avanti questo ambizioso ma fattibile progetto per il Sacro Monte, lo stesso impegno non è riscontrabile da parte delle istituzioni pubbliche.

Il sopralluogo al futuro spazio museale è infatti l’occasione per fare il punto sull’accessibilità e sui servizi per quella che è considerata la principale attrazione di Varese. E i problemi emergono fin da subito.

A partire dalla necessità di realizzare un parcheggio alla Prima Cappella. Peccato che il progetto che il Comune, insieme alla Provincia e alla Regione, sta portando avanti e che verrà realizzato all’altezza del curvone, non piaccia a tutti. E soprattutto non a chi si occupa della valorizzazione del luogo.

«Abbiamo fatto da tempo una proposta alternativa – racconta Giorgetti – quella di creare un parcheggio a raso al posto dell’ex pizzeria della Prima Cappella. L’edificio è in vendita, ci eravamo anche offerti di pagare la demolizione. Il terreno liberato dalla struttura, senza la necessità di abbattere alcun alberto, conterrebbe 120 posti auto a raso. Quindi con un costo inferiore rispetto all’altro, dove invece bisogna scavare nella roccia, per circa cinquemila metri cubi».

Al posto dell’ex pizzeria «ci sarebbe anche lo spazio per realizzare dei servizi igienici per pellegrini e turisti. Oggi l’unico bagno è distante e con un’insegna microscopica».

Infine, non mancano polemiche sulla comunicazione ai turisti. All’arrivo all’inizio della Via Sacra chi visita per la prima volta il luogo non trova indicazioni specifiche e precise.

«L’unica informazione la fornisce il cartello che abbiamo di recente spostato, per nostra iniziativa, all’ingresso dell’arco. Prima era stato messo in una posizione lontana dalla vista, quindi inutile». Ma a parte la targa con alcune indicazioni storiche, manca completamente un punto informazioni.

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