«La conferma che arriva da Palazzo Chigi in merito al finanziamento del comparto stazioni è una notizia storica per Varese». Così , capogruppo del Pd in consiglio comunale, commenta l’audizione di Paolo Aquilanti, segretario generale di Palazzo Chigi, dalla quale si evince che i fondi necessari per finanziare tutti i 120 progetti presentati dai Comuni nell’ambito del bando periferie arriveranno dall’Fse nella prima seduta utile del Cipe (800 milioni entro metà febbraio) e dal fondo infrastrutture con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (altri 800 milioni). Per Varese ci sono 18 milioni di euro.
«I progettisti sono al lavoro e presto sapremo quali soluzioni saranno tecnicamente proposte per migliorare i collegamenti fra e con le stazioni – afferma Conte – È certo fin da ora che l’intero comparto da via Maspero alle Poste Italiane, dall’Ospedale del Ponte a Piazzale Trieste sarà oggetto di una riqualificazione importante». «Quel che mi preme sottolineare maggiormente, in tempi di ristrettezze economiche anche e soprattutto per gli enti locali, è il cambio di passo rispetto al passato – continua il capogruppo – Siamo stati abituati dal centro destra a sterili lamentele sui tagli cui anche il Comune di Varese è stato sottoposto. A fronte di ciò, tuttavia, non vi è mai stata l’intraprendenza di sfruttare le tante occasioni di finanziamento che si sono presentate negli anni a Palazzo Estense. Ciò ha comportato una contrazione degli investimenti da un lato ed una svendita del patrimonio (ovviamente limitato) per finanziare le poche opere messe in cantiere dall’altro».
«L’amministrazione Galimberti a poche settimane dall’insediamento ha saputo attivarsi per partecipare al secondo bando periferie, con il risultato di ottenere ben 18 milioni di euro – precisa Conte, che continua – Il progetto stazioni, inoltre, è sintomatico di come a Palazzo Estense ci siano (e quindi ci fossero anche gli anni scorsi) le professionalità per non perdere i treni del passato, per evitare che ai tanti bandi regionali, nazionali ed europei, la nostra città neppure partecipi».
«Un esempio per tutti è dato dal fatto che l’amministrazione Fontana scelse di non prendere neppure parte al medesimo bando periferie del 2015. È questo, invece, un sistema virtuoso di gestione delle risorse che Varese aveva colpevolmente dimenticato, preferendo percorrere la facile scorciatoia delle vendite azionarie, seguendo una politica miope e di breve respiro, che ha solo impoverito le casse attuali di Palazzo Estense» conclude il consigliere.













