VARESE Villa Mylius sarà sede della Fondazione Marchesi e diventerà un centro di eccellenza di formazione, tra art food e musica, un punto di attrattività per il pubblico e di lavoro. Insomma, il luogo ideale per coltivare la vocazione di Marchesi a considerare la cucina come una forma d’arte.
La giunta comunale ha infatti deliberato questa mattina sulla concessione di Villa Torelli-Mylius alla Fondazione Gualtiero Marchesi. Dopo una lunga trattativa, e un’attenta valutazione di tutti gli aspetti tecnici, si è arrivati alla convenzione con la stessa Fondazione. Ad annunciarlo il sindaco Attilio Fontana ed il vicesindaco Giorgio De Wolf insieme a Gualtiero Marchesi, presidente della Fondazione, a Enrico Dandolo, vicepresidente, e al segretario comunale Filippo Ciminelli.
“Quando nel 2007 abbiamo ricevuto la donazione dalla famiglia Babini Cattaneo – spiega il sindaco – l’indicazione e la nostra stessa idea era di destinare gli immobili a sede per la promozione e lo svolgimento di attività culturali, di formazione, di ricerca e di studio. La concessione alla Fondazione Marchesi è quanto di più prestigioso e interessante potessimo realizzare, per il respiro internazionale e l’altissima valenza culturale”.
Gualtiero Marchesi ha ricordato il suo lavoro, la sua cucina di alto livello che è innanzitutto “filosofia della cucina”. “La cucina è arte – spiega -: con la Fondazione si fa cultura partendo da bambini. Ecco, partire dai ragazzi e prepararli al bello fin dall’ età prescolare, coltivandone il gusto per tutte le arti attraverso dei corsi di musica, di pittura, di scultura, dei laboratori teatrali e culinari. La fondazione mette a frutto la mia storia, con l’insegnamento del buono e la cura del bello”.
La fondazione porterà avanti molteplici attività di formazione “che fanno parte del dna di Marchesi” ha sottolineato il vicepresidente Dandolo. “Villa Mylius diventerà qualcosa in più di una scuola di cucina, diventerà il centro di collegamento trasversale tra arti. E la cucina è una delle arti. Il pubblico sarà quindi coinvolto con eventi ed attività che si concentreranno in alcune giornate, due o tre, su temi particolari”.
Dandolo ha spiegato anche la scelta ricaduta su Varese. “Abbiamo trovato un dinamismo nell’amministrazione comunale che città complesse come Milano hanno difficoltà ad avere. Noi ragioniamo in termini internazionali: non dimentichiamo che Marchesi è il cuoco italiano che rappresenta la cucina italiana nel mondo. Non solo. Marchesi porta avanti origine lombarda della sua cucina e della sua formazione: il prossimo passo sarà la richiesta di riconoscimento della Fondazione da parte dell’Unione Europea”.
Marchesi ha anche rimarcato l’importanza “di avere una villa bella”. “Io punto all’educazione al bello e al buono. Villa Mylius è un luogo che porta al bello”.
Come docenti, ci saranno artisti e amici di Marchesi, Nicola Salvatore e Aldo Spoldi, professori all’Accademia di Brera, il designer Alessandro Mendini, il compositore Giacomo Manzoni, tutti testimoni della “cucina totale”.
e.marletta
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