Ave Maria vietatadurante le nozze civili

Ave Maria vietatadurante le nozze civili

VARESE Franco Prevosti, il consigliere comunale del Pdl ribattezzato «Prevosto» per il record di nozze laiche celebrate a Palazzo Estense, finisce sulle pagine de «Il Giornale» per aver impedito di recitare l’Ave Maria durante un matrimonio. I toni dell’articolo di Renato Farina sono molto critici. A partire dal titolo. «L’ultimo diktat laicista: vietata l’Ave Maria». E dal sottotitolo: «A Varese alla fine di un matrimonio civile il consigliere comunale stoppa la proposta degli invitati di recitare una preghiera. Considerata una bestemmia contro il Dio del multiculturalismo, risulta indecente in una sala consigliare».

Nell’articolo, attraverso la testimonianza di un invitato alla cerimonia, ovvero Peppino Falvo, dirigente del Movimento cristiano dei lavoratori, c’è la descrizione di quanto accaduto il 29 settembre durante le nozze di Flor De Lourdes e Alfonso Maria, alla presenza di numerosi stranieri. Pare che Peppino Falvo, spinto dall’assonanza religiosa dei due nomi, per dare spiritualità all’atto pubblico e, come lui stesso ha affermato «sapendo del gradimento degli sposi», abbia proposto di recitare l’Ave Maria. Cosa impedita da Prevosti che ha interrotto la preghiera. Renato Farina, dopo una serie di interrogativi del tipo «a chi fa male una preghiera cattolica?», oppure «per quale motivo una preghiera semplice e popolare risulta scandalosa in un’aula comunale?», chiede chiarimenti «ufficiali o ufficiosi».
«È vero» racconta Franco Prevosti. «Ho detto che non mi sembrava il caso». Il consigliere, infatti, ha fatto appello alla coerenza: «Se due persone decidono di sposarsi civilmente significa che non tengono conto di niente di religioso. Una coppia sceglie un rito laico o uno religioso. Io vado a messa e sono amico del prevosto, ma “est modus in rebus”, c’è una misura nelle cose. L’ho fatto per rispetto di tutti: se una coppia vuole una cerimonia religiosa vada in chiesa». Poi ci sono i precedenti: «Mi è già successo che un amico degli sposi si alzasse in piedi per dire due cose e poi parlasse per mezzora. Una volta anche un testimone di Geova si è messo a dire la sua. A quel punto mi domando: non poteva sposarli lui nella sede più adatta?».
Aldo Colombo, anche lui Pdl ma di corrente formigoniana, si dichiara però perplesso: «Meglio far esprimere le persone anziché censurarle». L’Ave Maria, spiega il consigliere cattolico, è la preghiera più popolare al mondo. «Io non credo che non ci sia luogo dove non sia possibile recitarla. Persino in Russia gli operai vi ricorrevano durante gli scioperi nel 1980».
Secondo Colombo, «c’è stato un eccesso di censura. Spesso si accompagnano i matrimoni con la musica classica o con la lettura di una poesia. Se avessero proposto di leggere un inno a Hitler l’avrei impedito. Ma ad una Ave Maria non avrei saputo dire di no».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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