È morto Sergio Sarcià, l’uomo che il 22 marzo 2007 aveva ucciso il fratello maggiore Maurizio con alcune coltellate nel corso di una violenta lite nella loro abitazione di via Gavinana a Busto Arsizio. Il cadavere è stato scoperto nella giornata di lunedì nel suo appartamento, lo stesso dove era tornato a vivere dopo la sentenza d’appello, ma pare che fosse morto già da alcuni giorni. Le forze dell’ordine che sono intervenute sul posto non hanno riscontrato segni di effrazione nell’abitazione e le cause della morte paiono essere naturali, tanto che probabilmente non sarà nemmeno necessario effettuare l’autopsia.
L’uomo, che ora aveva 49 anni, viveva da solo ed era in stato di libertà da quando nel luglio 2009 la corte d’Appello d’Assise di Milano aveva ribaltato la sentenza di primo grado del Tribunale di Busto che l’aveva condannato a 14 anni di reclusione. In appello gli era stato invece riconosciuto un eccesso colposo di legittima difesa, anziché l’omicidio volontario di cui era stato accusato in primo grado, in quanto quella notte era stato a sua volta aggredito dal fratello, che soffriva di disturbi psichici e che con un pugno gli aveva rotto il naso, ed era quindi stato condannato solo a un anno e otto mesi, pena già scontata durante il periodo di custodia cautelare.
Ad accorgersi della morte di Sergio Sarcià oggi è stato probabilmente un altro fratello, l’unico rimasto della famiglia (un quarto fratello era morto anni addietro in giovane età a causa di un incidente avvenuto durante il servizio militare), che, insospettito dal fatto di non avere più suoi contatti da alcuni giorni, si è recato nel palazzo in cui viveva per accertarsi delle condizioni del familiare.
© riproduzione riservata













