Numeri in crescita e una comunità sempre più coinvolta nella cultura della donazione. È questo il quadro emerso dall’assemblea annuale di Avis Sovracomunale Medio Varesotto, che si è svolta sabato 14 marzo a Solbiate Arno, ospitata dalla sezione locale in occasione del sessantesimo anniversario di fondazione.
L’incontro si è tenuto negli spazi de LaMensa Carabelli e ha riunito i rappresentanti delle 22 Avis comunali che fanno parte della Sovracomunale. I dati presentati riguardano i donatori che fanno riferimento al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale di Circolo di Varese, con cui l’associazione collabora per garantire continuità alle attività di raccolta sangue.
Donatori in aumento e nuovi record
Il bilancio del 2025 segna un risultato particolarmente positivo. I donatori attivi hanno raggiunto quota 8.575, con 708 nuovi iscritti registrati nell’arco dell’anno.
Il dato assume un valore ancora più significativo se confrontato con gli anni precedenti: nel 2019, prima della pandemia, i donatori erano 8.175, mentre nel 2022 — nel periodo più difficile dopo il Covid — erano scesi a 7.976. Il 2025 non solo segna il pieno recupero, ma rappresenta anche un nuovo massimo.
In crescita anche il numero delle donazioni effettuate: nel corso dell’anno sono state 11.920. Complessivamente, dal gennaio 1999 a oggi, il totale delle donazioni ha raggiunto quota 317.291.
«Un numero importante – commenta il presidente della Sovracomunale Medio Varesotto, Aldo Cardani – che ci porta a dire grazie altrettante volte a tutte le persone che, con il loro gesto gratuito, anonimo e periodico, rappresentano il cuore del nostro sistema donazionale».
La questione del Punto Accoglienza
Accanto ai risultati positivi, durante l’assemblea è stato affrontato anche un tema organizzativo importante: il futuro del Punto Accoglienza Avis (PAA).
Questo servizio, per anni uno dei punti di forza della Sovracomunale, ha subito uno stop durante il periodo pandemico. La principale difficoltà riguarda la mancanza di nuovi volontari disponibili a prestare servizio negli spazi ospedalieri dedicati ai donatori.
L’appello al territorio
Per questo l’associazione ha lanciato un doppio appello al territorio. Da un lato continua la ricerca di nuovi donatori di sangue e plasma; dall’altro c’è bisogno di persone disposte a offrire tempo e disponibilità come volontari.
L’invito è rivolto in particolare anche a chi, per ragioni di salute o di età, non può donare ma desidera comunque contribuire alle attività dell’associazione, accogliendo e accompagnando i donatori durante il loro percorso.
L’obiettivo è rendere l’esperienza della donazione sempre più partecipata e accogliente, rafforzando una rete solidale che, come dimostrano i numeri presentati, continua a crescere e a rappresentare un punto di riferimento per il territorio.













