Badante usuraia arrestata dai militari della guardia di finanza di Varese: secondo l’accusa prestava denaro alle colleghe con tassi di interesse del 70%. La donna, ucraina quarantenne, difesa dall’avvocato Stefano Bruno rigetta ogni accusa. L’arresto risale ad alcuni giorni fa ed è già stato convalidato. A far scattare l’inchiesta è stata la denuncia di una collega della donna, una badante sua connazionale. La vittima presunta a quanto pare versava in difficoltà economiche. Aveva bisogno di denaro forse per sanare altri debiti e per dare una mano ai familiari rimasti in Ucraina. E si è confidata con la collega. La quale, gentilmente, si sarebbe offerta di darle una mano.
La quarantenne avrebbe detto alla collega di non preoccuparsi, tra connazionali, tra donne, ci si dà sempre una mano. Sarebbero almeno due gli episodi contestati alla badante usuraia: due occasioni nelle quali la donna avrebbe prestato alla collega in difficoltà denaro. Si parla di cifre che oscillano tra i 1.500 e i 2mila euro. Quando però è arrivato il momento di restituire il prestito la generosa affabilità della quarantenne sarebbe sparita come d’incanto. Non soltanto rivoleva il denaro con scadenza molto ravvicinata, ma chiedeva anche gli interessi. Un tasso di prestito di circa il 70%: per l’accusa strozzinaggio vero e proprio.
Così come da cravattara si sarebbero rivelati essere i metodi di riscossione messi in campo dalla badante usuraia. La vittima presunta s’è ritrovata a vivere in un incubo: telefonate pressanti, minacce, sino ad arrivare al sequestro di persona. Reato contestato alla quarantenne oltre a quello di usura. I dettagli del sequestro non sono
stati resi noti in modo preciso. La vittima presunta sarebbe stata invitata dalla cravattara presunta per un accordo sulla restituzione del denaro. Arrivata all’appuntamento, fissato a Varese in un appartamento nelle disponibilità della quarantenne, la connazionale s’è vista chiudere a chiave in una stanza. Rinchiusa sino a quando si fosse convinta a pagare.
Alla presenza di un uomo piuttosto corpulento. Lui non le ha torto un capello, ma la quarantenne ha messo in chiaro che se la donna non avesse pagato si sarebbe fatta molto male. La vittima è riuscita ad allontanarsi dal luogo del sequestro e ha denunciato l’accaduto facendo scattare le indagini. La badante usuraia è finita in carcere. Come detto dal suo difensore rigetta ogni accusa.
I finanzieri avrebbero però trovato e sequestrato della documentazione in possesso della presunta cravattara che sarà oggetto di indagine. Potrebbe trattarsi della contabilità dell’usuraia e potrebbero esserci altre vittime dunque.













