Bagnasco apre il ‘parlamentino’ dei vescovi nel dopo-Boffo

Bagnasco apre il ‘parlamentino’ dei vescovi nel dopo-Boffo

Roma, 21 set. (Apcom) – Lui, il vero protagonista, non ci sarà. Dino Boffo, il direttore dimissionario di ‘Avvenire’ non si vedrà al Consiglio permanente della Cei, il ‘parlamentino’ dei vescovi italiani che verrà aperto, oggi pomeriggio in Vaticano, dal cardinale Angelo Bagnasco. In un breve intervento sul giornale che ha guidato a lungo, ieri ha ringraziato i lettori per la “montagna”

di lettere di solidarietà che sta leggendo “a dosi compatibili con la mia attuale forma fisica e psichica”. Eppure la personalità di Boffo sarà presente negli interventi, nei conciliaboli e nelle discussioni della riunione episcopale che – da domani a giovedì prossimo – dovrà affrontare le conseguenze delle sue dimissioni sugli equilibri intra-ecclesiali e sui rapporti tra Chiesa cattolica e mondo della politica.

Se il Vaticano ha scelto, con il cardinale Tarcisio Bertone, una
linea ‘lealista’ nei confronti del Governo – di questo come di
quelli che lo hanno proceduto o lo seguiranno – le dimissioni di
Boffo dopo gli attacchi del ‘Giornale’ hanno segnato un
innegabile scontro tra alcuni settori di maggioranza e certe aree
dell’establishment cattolico. Certo, nulla autorizza a leggere la
denuncia di questi giorni del “degrado politico” del cardinal
Bagnasco o l’appello agli “uomini retti” di monsignor Crociata
come un riferimento alle controverse vicende personali del
Presidente del Consiglio Berlusconi. Se il ‘cattolico adulto’
Prodi aveva fatto storcere il naso a più di un vescovo, però, le
riserve espresse da Boffo nei confronti della “tracotante messa
in mora della sobrietà” da parte di Berlusconi non sono evaporate
con le dimissioni di Boffo.

Tra i vescovi, più in generale, si fa strada l’esigenza di individuare un nuovo personale di riferimento nella politica e, prima ancora, nella società. La ricetta per garantire ai cattolici una presenza – se non un protagonismo – nella scena pubblica del paese dopo il tramonto della Democrazia cristiana e un ventennio di guida sicura e arrembante del cardinale Camillo Ruini, però, è tutt’altro che univoca. La ‘Civiltà cattolica’ boccia la “politica dei due forni” di Pier Ferdinando Casini

e il sotteso progetto di un ‘grande centro’. “E’ una tesi frutto della propaganda più che di una analisi razionale del ‘mercato’ elettorale”, ha scritto la rivista che va in stampa con l’imprimatur della Segreteria di Stato vaticana. L’indomito cardinale Camillo Ruini presenterà, martedì, un corposo documento sulla ‘emergenza educativa’, una sorta di linee-guida sulla sua concezione dei rapporti tra Chiesa e società per i prossimi anni. La Conferenza episcopale italiana, da parte sua, si interroga, si divide, cerca una linea comune.

A rappresentare un punto di riferimento per l’evento che si apre oggi sono le parole pronunciate ieri dal Papa. Considerazioni
che non possono essere lette come riferite esclusivamente alla
situazione italiana, ma che possono costituire, anche per i
vescovi italiani, una sicura bussola di orientamento. “Ai nostri
giorni, forse anche per certe dinamiche proprie delle società di
massa – ha detto il Papa all’Angelus – si constata non di rado un
carente rispetto della verità e della parola data, insieme ad una
diffusa tendenza all’aggressività, all’odio e alla vendetta”.
Benedetto XVI ha quindi invitato tutti, ma, “in primo luogo”, chi
è “chiamato ad essere promotore e ‘tessitore’ di pace nelle
comunità religiose e civili, nei rapporti sociali e politici e
nelle relazioni internazionali”, a “rigettare la menzogna e la
violenza nelle intenzioni, nelle parole e nelle azioni,
coltivando con cura sentimenti di rispetto, di comprensione e di
stima verso gli altri”. Un’esortazione che Bagnasco – ricevuto
pochi giorni fa dal Papa in vista del Consiglio permanente di
domani – dovrebbe far propria con una prolusione che, pur non
mancando di tornare sul ‘caso Boffo’ e sulle frizioni con la
maggioranza, dovrebbe puntare anche a guardare al futuro con uno
spirito, appunto, da “tessitore”. Si capirà dal discorso di
Bagnasco di oggi, e dalle discussioni che ne seguiranno
all’interno dell’episcopato, quale sarà l’orientamento della
Chiesa cattolica in questa fase della vita italiana. Primo
indicativo segnale sarà il nome del nuovo direttore di
‘Avvenire’.

Cep

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