Banks, resti qui? «Vi risponderò presto»

«Il mio futuro? Impossibile rispondere ora a questa domanda, lo farò però molto presto». Adrian Banks scioglierà le sue riserve a breve. Il patto con la società è chiaro e risaputo: a fine stagione la guardia statunitense dovrà dire se accetta oppure no la proposta economica che la Pallacanestro Varese gli ha avanzato per i prossimi due anni. La speranza di una città intera è che il numero 9 biancorosso dia infine retta al suo cuore. Perché se fosse quello a decidere, non ci sarebbe alcun dubbio. Varese ama Banks, ma si tratta di un sentimento pienamente contraccambiato. Coi fatti, in campo, e nelle dichiarazioni.

«Sono felicissimo dell’affetto che mi circonda, lo sento davvero. Sono tornato quest’anno sapendo già che cosa avrei trovato, perché avevo vissuto le stesse sensazioni la scorsa stagione». Varese è qualcosa di unico più che di raro, «per la gente, l’ambiente, il gruppo. Difficile vivere le stesse sensazioni altrove». Parole sincere, pronunciate col sorriso, da un ragazzo che sa cosa significa essere idolo dentro un tempio del basket come il PalaWhirlpool.

Una stima testimoniata anche dal successo personale, ottenuto dal cestista nativo di Memphis, nel premio Varese Sport: l’uomo dell’anno, per tutti i tifosi e gli appassionati varesini, è proprio lui. Un trionfo che non può non emozionare. «Sono davvero contento per tutte le preferenze che ho ricevuto e voglio davvero ringraziare chi mi ha scelto. La cosa che mi fa più piacere è pensare che questo premio sia stato assegnato proprio a me, dalla gente, perché Varese ha capito davvero chi sono io, come persona, al di là dei punti segnati, delle statistiche e di tutto quanto».

Domenica però il suo scontro accidentale con l’arbitro Paternicò, durante il match casalingo purtroppo perso contro la Montepaschi, aveva fatto spaventare e non poco tutto il PalaWhirlpool. «E mi sono spaventato anch’io, a dire il vero. Ma ora sto bene, nulla di serio alla fine. Mi sono semplicemente trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma a parte questo, tutto ok».

Peccato per la sconfitta, che ha messo definitivamente fine alle speranze biancorosse di centrare un posto nei playoff.

Domenica, l’ultima partita della regular season, sul campo dell’Acea Roma (a proposito, l’intero turno è stato anticipato dalle 20.30 alle 18), non avrà più nulla da dire per Varese in fatto di classifica. Il momento si presta quindi per un bilancio del campionato. Sicuramente positivo per Banks, a livello personale, evidentemente meno, invece, per la squadra. «Società, maglia e iifo sono gli stessi dello scorso anno, però i giocatori sono differenti e sicuramente non è facile ricostruire quando devi rimpiazzare campioni come Mike Green e Bryant Dunston» afferma Banks. «Ma una cosa è certa: a nessuno piace assaporare il gusto amaro della sconfitta, tutti vogliono vincere».

Il calore della Varese sportiva è nel suo cuore, ma la Città Giardino e il suo territorio sanno conquistare i graditi ospiti anche per altre caratteristiche. «Conoscevo già bene la città, e il centro in particolare, per via della stagione passata qui l’anno scorso» risponde Adrian. «Quest’anno, oltre a dedicarmi alla mia famiglia, ho scelto di concentrare gran parte del mio tempo libero sull’allenamento: ho voluto infatti svolgere parecchie sedute extra, per migliorare sempre di più».

Senza però perdersi il gusto, sempre amato dagli stranieri, dell’essere in Italia. «Mi piace tutto di questa esperienza – chiosa Adrian Banks -. Mi piace il modo di vivere, mi piace il gelato e, ovviamente, adoro la pasta».

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