Roma, 12 feb. (Apcom) – Aggressione e minacce per chi le ha subite, “goliardia” per il sindaco. Sono le due versioni, molto differenti, dell’episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri a Caserta. I giocatori della Eldo, squadra di basket che milita nel campionato di Serie A e sta attraversando un momento di particolare difficoltà, hanno ricevuto la “visita” di una quarantina di “tifosi”, secondo i resoconti pubblicati oggi dalla stampa confermati dagli stessi membri della squadra. Una vera aggressione, secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport, con i tifosi che invadono il campo d’allenamento,
gettano un pallone a tribuna e arrivano a mettere mani in faccia a qualche giocatore. Passando poi alle minacce: “Se domenica contro la Benetton non si vince, da qui non si esce. Tutti. – sarebbero state le parole di un rappresentante del gruppo – Se dobbiamo andare in LegaDue ci andiamo a modo nostro. Abbiamo fatto 2.000 chilometri per andare a Milano e tornare, e vedere la vostra merda. Se avete dei problemi, risolveteli, ma la domenica dovete onorare la nostra maglia e la nostra città. Qui siamo a Caserta e non scherziamo”.
Le minacce e l’aggressione sono state confermate anche stamane
in un intervento dell’allenatore della squadra, Fabrizio Frates,
a Sky Sport 24. “Come ogni mercoledì – ha raccontato – ci siamo
allenati a porte aperte, ad un certo punto verso le 18.20, un
gruppo di nostri tifosi è entrato in maniera rumorosa e
aggressiva sul campo costringendoci ad interrompere
l’allenamento. Non si è arrivati al contatto fisico, ma ci siamo
andati molto vicino perchè alcuni giocatori non accettavano di
dover interrompere il lavoro. Alla fine siamo riusciti a
stabilire un minimo clima di serenità e i tifosi, sempre in
maniera aggressiva, ci hanno manifestato le loro opinioni. La
seduta ovviamente è stata poi sospesa. I giocatori americani sono
rimasti molto colpiti”. Secondo Frates, “le minacce ci sono state
e sono state molto evidenti, chiare ed inequivocabili, ci hanno
urlato che se perdiamo con la Benetton non usciremo dal
palazzetto, che se si deve retrocedere si deve fare a modo loro”.
Il sindaco della città campana, però, ha scelto di minimizzare. Secondo Nicodemo Petteruti “non c’è stato alcuno scontro fisico” e le minacce ai giocatori “fanno parte della goliardia dello sport”. Anzi, “sono ammiccamenti che non hanno mai fatto male a nessuno”, è la sua opinione. “Io non dico che saranno state caramelle e cioccolatini, – ha detto il sindaco all’agenzia radiofonica Grt – una contestazione c’è stata, l’allenamento sarà stato sospeso, e da chi era deputato a farlo, ma da quello che mi viene riferito nessuno è
stato aggredito e non c’è stato alcuno scontro fisico. C’è stata una dialettica della quale io ho verificato il tenore con il presidente Caputo e quanto accaduto è lontano da eccessi intollerabili, ci sarà stata qualche esuberanza che va calmata, ma da parte di un paio di elementi, non c’è stato nessun episodio di massa”. Quanto alle minacce ai giocatori per Petteruti si tratta di “modi di esprimersi che fanno parte della goliardia dello sport, sono ammiccamenti che non hanno mai fatto male a nessuno”.
Domenica Caserta riceve Treviso: “Non credo sia necessario
aumentare la presenza di forze dell’ordine – ha spiegato – perché
dopo il modo in cui è stato riferito questo episodio penso che
la tifoseria vorrà evitare di essere letta per quello che non è.
E comunque anche se ci sarà qualche agente in più non sarà la
fine del mondo, se necessario ci sarà anche il sindaco a fare a
l’agente di polizia”.
CAW
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