Basket, dopo Roma Vescovi tuona «Basta scuse, playoff a ogni costo»

Basket, dopo Roma Vescovi tuona «Basta scuse, playoff a ogni costo»

VARESE Il giorno dopo la disfatta casalinga con Roma è un giorno livido e a tinte cupe. Nessuno si aspettava una sconfitta che ha fatto arrabbiare tutti. Il presidente Cecco Vescovi, a mente fredda, non l’ha ancora mandata giù e non le manda a dire. «Sono arrabbiato e allo stesso tempo deluso. Abbiamo completamente vanificato la vittoria ottenuta settimana scorsa a Casale, perdendo contro una squadra che non ha fatto nulla di straordinario».

In effetti, Roma ha vinto quasi senza accorgersene…
Sì ma non mi interessa: non voglio parlare degli avversari. Voglio che la squadra riesca a guardarsi dentro, con umiltà e senza giustificazioni, perché questo è l’unico modo per tornare a giocare.

La panchina. Inseguita come un valore in estate, ora è diventata un problema: non dà nulla, anzi, è dannosa. Soluzioni?
Una, e semplicissima. D’ora in poi giocherà solo che ha gli occhi e la faccia giusta. Chi ha paura, chi non se la sente o chi è convinto di essere poco coinvolto e di meritare più minuti di quelli che ha, starà seduto. In panchina, o in tribuna.

Avete in mente un’azione forte nei confronti di qualche giocatore?
No: semplicemente, d’ora in avanti l’allenatore metterà in campo chi se lo merita. E basta. A costo di far giocare due o tre persone per tutti i quaranta minuti: non è vietato dal regolamento.

Insomma, si cambia registro?
Sì. E c’è dell’altro: d’ora in avanti, basta scuse e niente più chiacchiere. Ne ho sentite troppe: gli infortuni, gli acciacchi, il palazzetto freddo, gli allenamenti a ranghi ridotti. Fine: anche gli altri hanno i loro problemi.

Tornerete sul mercato: ha ancora senso, vista la classifica?
Sì, perché la situazione non è del tutto compromessa. Giocheremo in casa con le squadre che ci precedono in classifica, e cercheremo di andare a fare risultato su campi non impossibili come Biella, Treviso, Caserta.

Chi arriverà?
Questi sono discorsi che vengono fatti in sede, non in campo: chi gioca, pensi a dare il massimo senza curarsi delle voci di mercato. Comunque, ha senso intervenire perché i playoff sono a portata di mano e devono diventare il nostro chiodo fisso.

Per raggiungerli, bisognerà giocoforza intervenire: in che settore?
La società, finché ci sarà la speranza di agguantare i playoff, farà tutto quanto è in suo potere per provarci. Hurtt è stato una scommessa persa, per colpe sue ma anche nostre: lui non si è integrato, noi, e parlo di società, allenatore, assistente e compagni di squadra, abbiamo fatto poco per aiutarlo.

Ora servirebbe un lungo…
Sì, ma non può essere uno qualsiasi. Il cavalier Cimberio ci darà una mano, e noi dovremo scegliere bene: non possiamo permetterci di gettare via i suoi soldi.

Francesco Caielli

s.affolti

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