Bce/ Oggi attesi tassi fermi, rischi inflazione ma consumi deboli

Bce/ Oggi attesi tassi fermi, rischi inflazione ma consumi deboli

Roma, 5 mag. (TMNews) – Il direttorio della Banca centrale europea è tornato a riunirsi da stamattina, in trasferta a Helsinki, per le consuete decisioni di inizio mese su tassi di interesse e politica monetaria, trovandosi di fronte un quadro dell’economia che non sembra essersi semplificato. A inizio aprile l’istituzione di Francoforte ha rotto gli indugi e reagito ai rafforzamenti dell’inflazione, con un aumento da un quarto di punto sui tassi di interesse: dopo quasi due anni ai minimi storici sono ora all’1,25 per cento. Questa voce, che a cascata si riflette su tutto il credito bancario concesso a imprese e famiglie, rappresenta il principale strumento con cui una Banca centrale può tentare di contrastare il caro vita.

Oggi non sono attesi altri aumenti dagli analisti, tuttavia i segnali che giungeranno dalla Bce verranno attentamente soppesati per cercare di cogliervi indicazioni sugli orientamenti futuri. Generalmente gli osservatori si attendono che l’istituzione monetaria proceda ad altri rialzi, fino a far salire i tassi all’1,75-2 per cento per fine anno, e un nuovo incremento potrebbe giungere a giugno o luglio. Ad aprile l’inflazione nell’area euro ha raggiunto il 2,8 per cento su base annua, e i dati sui prezzi alla produzione nell’industria lasciano presagire altre pressioni. A più riprese la Bce ha affermato che ciò che maggiormente le preme è evitare che dal caro petrolio si inneschino spirali rialziste tra prezzi e salari. Poco mosso in mattinata l’euro, in lieve apprezzamento a 1,4885 dollari.

Tuttavia le manovre restrittive sui tassi di interesse, che scoraggiano gli aumenti dei listini e le rivendicazioni salariali, hanno come corollario anche quello di frenare gli investimenti e l’attività economica. A suggerire cautela alla Bce potrebbero contribuire gli ultimi dati giunti dal mercato interno di Eurolandia: a marzo i consumi sono crollati dell’1 per cento, il volume di vendite del commercio al dettaglio è caduto ai minimi da almeno un anno e questa dinamica potrebbe contribuire a contenere le spinte rialziste sui prezzi. E i redditi disponibili delle famiglie sono diminuiti nell’ultimo trimestre del 2010.

Inoltre le indagini sull’andamento delle imprese hanno evidenziato una dinamica di recupero che prosegue, ma con una Europa sempre più a due velocità: netti progressi in Francia e Germania mentre tutti gli altri paesi arrancano dietro. Il tutto mentre la disoccupazione resta a un soffio dal 10 per cento. All’esame anche le misure di sostegno eccezionali supplementari che la Bce aveva approntato, prevalentemente a favore del sistema bancario, per contrastare la crisi globale. Stringere i rubinetti su questo fronte potrebbe creare difficoltà ai paesi dell’area euro in affanno, come Grecia, Irlanda e Portogallo, con quest’ultimo che ha appena concordato un programma di aiuti con Ue e Fmi. La decisione sui tassi è attesa alle 13.45, alle 14.30 il presidente Jean-Claude Trichet terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

Voz

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