Benemerenze a Busto Arsizio “Non lasceremo da parte i vincenti”

Benemerenze a Busto Arsizio “Non lasceremo da parte i vincenti”

BUSTO ARSIZIO Ultimi giorni prima che si chiuda la rosa delle benemerenze cittadine in occasione della Patronale: in attesa delle proposte dell’ultimo minuto, se dovessero essercene, non mancano gli appelli. Il primo riguarda il mondo dello sport: l’altra sera, prima del consiglio comunale, si è parlato dell’apneista da record Gianluca Genoni, e subito i tifosi della Yamamay sono saliti sulle barricate nel timore che le farfalle restassero escluse dal giorno del ringraziamento proprio nell’anno in cui hanno conquistato il titolo di campioni d’Europa.Ma l’assessore allo Sport Ivo Azzimonti rassicura tutti: «Ho avanzato io stesso entrambe le proposte – spiega – quella di Genoni mi sembrava doverosa, quella della Yama, tanto più dopo l’exploit di quest’anno, addirittura scontata: la benemerenza vera e propria, tradizionalmente, è una sola (e quest’anno, come stabilito da tempo, andrà all’asilo Sant’Anna, ndr), ma i ringraziamenti speciali possono tranquillamente contemplare una sorta di ex-aequo: non si vuole certo mettere la Yamamay in secondo piano, anzi».E il “grazie” dell’amministrazione alle farfalle potrebbe anche chiudere una volta per tutte le polemiche, che ormai risalgono allo scorso marzo, sulla mancata organizzazione delle Final Four in quel di Busto. Non manca, poi, un accorato appello perché il sindaco Gigi Farioli e tutta l’amministrazione vogliano dare, nell’anno in cui

decorre il centenario dalla morte di Enrico Dell’Acqua, un segnale forte per tutto il settore del tessile. Già, perché se le farfalle volano in alto, chi opera con fili e tessuti quasi fatica a restare a galla, pur con qualche segnale di ottimismo che lascia intravedere, per dirla con Luigi Giavini, “il colore dell’aurora”. Ed è proprio lo scrittore, cittadino benemerito nel 2008, a ricordare che «nell’anno di Dell’Acqua, sarebbe davvero doveroso dare un segnale deciso a favore del tessile in un’occasione importante come quella della patronale. Ringraziare il tessile, attraverso alcune sue figure emblematiche, significherebbe riconoscere la fatica di questi ultimi anni come una premessa di ripresa».Finora l’unica certezza è che la benemerenza, che salvo sorprese dovrebbe essere una sola, sarà conferita all’asilo Sant’Anna, cioè alla collettività, come ricorda monsignor Franco Agnesi, presidente della scuola dell’infanzia. «E’ una scelta che va a premiare le intenzioni e le intuizioni della Busto di 150 anni fa che seppe pensare non solo ai propri bambini, ma anche a quelli delle generazioni successive – spiega il prevosto – allo stesso modo noi oggi dobbiamo guardare avanti, vedendo i costi di gestione come benefici per i figli dei bustesi di domani. In questo senso la benemerenza diventa anche una responsabilità».Laura Campiglio

f.artina

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