Roma, 29 mar. (TMNews) – Le Marche vogliono che il Lisippo torni in patria, così come accaduto appena qualche giorno fa per la Venere di Morgantina, che ha fatto ritorno in Sicilia. Per questo il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, si è recato a Los Angeles per incontrare i vertici del Getty Museum e chiedere loro la restituzione dell’Atleta di Fano, meglio noto come Lisippo, all’Italia. “Abbiamo offerto un innovativo ‘trattato
di pace’ nella lunga battaglia con il Paul Getty Museum – ha spiegato Spacca – chiedendo ad una delle più grandi istituzioni culturali del mondo un comportamento etico per il ritorno del Lisippo nella sua terra di provenienza. Non siamo venuti per dichiarare guerra al Getty, bensì per risolvere la disputa in un modo di cui possano beneficiare il grande museo, l’Italia e, ancora più importante, gli amanti dell’arte di tutto il mondo”.
“La statua di Lisippo – ha detto Spacca in conferenza stampa – è una testimonianza preziosa della cultura italiana. Esiste un grandissimo interesse della comunità marchigiana, ma anche di tutta la comunità adriatica, a riavere l’atleta di Fano, simbolo della cultura che seppe formarsi intorno a questo mare oltre 2000 anni fa. Abbiamo proposto al Getty un progetto di collaborazione, perché la cultura e l’arte hanno un valore universale, non devono dividere, ma unire. Il Getty è un museo prestigioso, deve dimostrare al mondo di sapersi comportare da istituzione culturale di livello mondiale, ed agire in modo eticamente corretto”.
“So che la direzione del Getty vuole attendere l’esito del procedimento giudiziale – ha aggiunto il governatore marchigiano – Rispettiamo questo intendimento, ma abbiamo riaffermato di essere pronti a sviluppare una collaborazione culturale in qualsiasi momento, sia prima che dopo la sentenza finale del giudice di Pesaro”. Quanto agli aspetti giudiziari, la causa legale
sarà decisa dalla Magistratura italiana a breve, dopo i numerosi e falliti appelli del museo che continua a sostenere che la proprietà del Lisippo sia legale. L’ultimo pronunciamento dà ragione all’Italia: l’inestimabile bronzo può avere la stessa sorte della Venere di Morgantina, una delle principali attrattive del Getty fino alla confisca avvenuta questo mese.
Red/Apa
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