Berlusconi accontenta Napolitano: Romani in pole per Sviluppo

Berlusconi accontenta Napolitano: Romani in pole per Sviluppo


Roma, 23 lug. (Apcom)
– E’ ancora Paolo Romani il nome più “probabile” per assumere la titolarità del ministero per lo Sviluppo economico. Un nome circolato fin dalle dimissioni di Claudio Scajola, e che oggi dopo il richiamo del Capo dello Stato a chiudere l’esperienza dell’interim, e il conseguente annuncio di Silvio Berlusconi (“La prossima settimana nominerò il nuovo ministro”), sembra l’unica via d’uscita all’impasse che da quasi tre mesi fa sì che il ministero di via Veneto sia nelle mani del premier.

Se dallo stesso ministero assicurano che il più “probabile”
successore di Scajola è l’attuale viceministro, e un ministro
pidiellino garantisce che “sono almeno un paio di giorni che
Berlusconi pensa a Romani”, altri autorevoli esponenti del
partito di maggioranza sembrano colti un po’ di sorpresa
dall’annuncio del presidente del Consiglio, e accreditano la
versione secondo la quale il pressing esplicito di Giorgio
Napolitano ha messo Berlusconi di fronte all’obbligo di
accelerare i tempi e dunque, nel suo stile, di assicurare che la
partita si chiuderà a breve. Del resto, ragionano dal Pdl, uno dei motivi del lungo interim di Berlusconi era la possibilità di inserire il ministero dello Sviluppo all’interno degli abboccamenti per un ingresso dell’Udc nel governo o per un eventuale trattativa con i finiani. Ma visto che il confronto con i centristi è in stallo e che quello con il presidente della Camera è lungi dal diventare realtà, nel premier sarebbe prevalsa la necessità di mantenere sereni i rapporti con il Capo dello Stato, anche in vista del varo del ddl sulle intercettazioni.

Sia come sia, dopo il richiamo del Capo dello Stato e dopo le
conseguenti parole pronunciate da Berlusconi nel corso della
conferenza stampa congiunta con Medvedev, i tempi vanno ormai
affrettati. Anche perchè tra gli atti che attendono il futuro
ministro, spiega un esponente di governo, c’è anche la firma del nuovo contratto di servizio Rai: compito che certamente non può assolvere il proprietario di Mediaset. Ecco allora che in questo quadro la soluzione interna, ovvero l’attuale vice ministro Paolo Romani, diventa appunto la più “probabile”, stante anche l’assenza di altri candidati.

Nei mesi scorsi a frenare l’ascesa di Romani c’era stata
l’ipotesi di un tecnico, soluzione che avrebbe risposto anche
alla attese di Napolitano rispetto a un nome di alto profilo. Ma
ora che secondo un ministro del Pdl la strada di un ‘esterno’ è
“definitivamente esclusa”, quello del viceministro resterebbe
praticamente l’unico nome in campo: “Forse il Quirinale avrebbe
gradito uno ‘sforzo’ in più, ma ora che ha anche chiesto di fare
presto, di sicuro non può dire di no a Romani”, spiega un altro
ministro pidiellino.

Rea/Vep

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