Roma, 18 feb. (Apcom) – Fuori dai partiti chi commette reati. E’ il confine tracciato dal premier Silvio Berlusconi, dopo i recenti fatti di corruzione. “Non credo ci sia dubbio sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati – sottolinea il premier, in una intervista nel suo studio di palazzo Grazioli – non può pretendere di restare in nessun movimento politico”.
I cronisti gli chiedono se questa regola debba valere solo per i reati passati in giudicato e Berlusconi replica: “Dipende da caso a caso, le persone che sono sottoposte a indagini o processi non devono venire ricomprese nelle liste elettorali. Ma se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’ufficio di presidenza a decidere caso per caso”.
Tom/Ral
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