Roma, 6 ott. (Apcom) – Le elezioni anticipate? “Mai minacciate”, perchè l’opposizione e pezzi di maggioranza “farebbero un governo tecnico”. Silvio Berlusconi compie un’inversione a 180 gradi, e assicura che non è sua intenzione chiedere di tornare alle urne, ammettendo la motivazione: lo spettro di un esecutivo di transizione che “sarebbe facile” tradurre in realtà.
Dopo mesi dall’ultimo incontro ‘ufficiale’ con i giornalisti, il presidente del Consiglio torna a convocare una conferenza stampa a palazzo Chigi. Al suo fianco, il solo ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il messaggio da inviare è che sui cinque punti programmatici votati con ampia fiducia dalle Camere il Governo intende procedere spedito, con 5 Cdm ad hoc: già domani il federalismo fiscale, che sarà ultimato “entro il 5 marzo”, “tra due settimane” la giustizia, poi la sicurezza “la settimana successiva”.
A seguire “il piano per il sud con un Cdm in una città del Sud”, e infine il fisco, “una serie di provvedimenti che dovranno prolungarsi nel tempo” verso “quoziente familiare, cioè meno tasse ai capi famiglia, e riduzione dell’Irap, soprattutto a piccole e medie imprese”. Un percorso a tappe forzate, “una risposta alla politica delle chiacchiere”. E su cui i finiani saranno dunque immediatamente messi alla prova. Con una convinzione: “Molti di loro saranno sempre leali”.
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Rea
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