Berlusconi vuole riforme o ipotesi voto con amministrative 2011

Berlusconi vuole riforme o ipotesi voto con amministrative 2011


Roma, 15 apr. (Apcom)
– Assicurano che Silvio Berlusconi si senta “sereno”. Spiegano che il nuovo scontro con Gianfranco Fini, con annessa minaccia di creare gruppi autonomi, gli abbia dato fastidio soprattutto perché ha rovinato quell’euforia che ancora si sente addosso per la vittoria alle Regionali. Che i due non abbiano un rapporto umano idilliaco, insomma che non si stiano particolarmente a genio, è cosa ormai nota.

Ma negli ultimi tempi, viene riferito, il fastidio del premier per i distinguo del co-fondatore sarebbe cresciuto a dismisura tanto che il faccia a faccia, più volte annunciato dopo la tornata elettorale, si è tenuto soltanto oggi. Il presidente del Consiglio, con chi ha avuto modo di parlargli, avrebbe spiegato che se Fini vuole lasciare il Pdl la porta è aperta, che nessuno può essere trattenuto contro la sua volontà. Certo, a suo rischio e pericolo: compresa la rinuncia allo scranno di presidente della Camera, ottenuta anche grazie al fatto di essere espressione del partito di maggioranza relativa.

Allo stesso tempo, però, Berlusconi ai suoi interlocutori ha spiegato di voler sfruttare la forza che il Pdl ha mostrato di avere alle ultime elezioni. Forza, sarebbe stato il suo ragionamento, frutto anche del suo impegno in prima persona. Il Cavaliere vuole cavalcare quest’onda lunga – convinto che la gente sia con lui – per fare le riforme. A cominciare da quella che gli sta più a cuore, ovvero quella della giustizia. Ma anche le altre più volte elencate: fisco, istituzioni.

Tanto che, ai suoi fedelissimi, Berlusconi avrebbe indicato un orizzonte temporale più breve dei tre anni per tracciare un bilancio: ossia le prossime amministrative del 2011. In pratica, avrebbe spiegato, o nel prossimo anno si comincia a fare sul serio e si mettono in cantiere le riforme oppure bisogna valutare l’opportunità di cogliere la finestra per un voto anticipato insieme a quello di comuni come Milano e Torino.

Anche per questo, ambienti della maggioranza fanno notare le dichiarazioni del presidente del Senato Renato Schifani che, in serata, mette in guardia: “Quando una maggioranza, eletta sulla
base di un’agenda elettorale condivisa tra le coalizioni, si
divide al proprio interno sull’attuazione del programma, non
resta che ridare la parola agli elettori e ripresentarsi a questi con nuovi progetti ed eventualmente con nuove alleanze ove necessarie”.

Nuove alleanze, appunto. In quest’ottica, di bilanciamento di Fini, le stesse fonti leggono anche il recente appello di Silvio Berlusconi all’Udc a valutare un ‘ritorno alla casa comune dei moderati’.

Bac

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