Roma, 30 set. (Apcom) – “Una parola di troppo sfuggita a un nostro senatore”, che rischia di “generare equivoci”: e allora Silvio Berlusconi scandisce nell’Aula del Senato: “Sono sempre stato un amico di Israele, i sentimenti, i valori e le ragioni che ci legano a quel popolo sono tanti e fortissimi”. E dopo la visita ad Auschwitz “anch’io mi sento israeliano”. Il presidente del Consiglio prova a chiudere così la polemica innescata dal riferimento antisemita fatto dal senatore Pdl Giuseppe Ciarapico oggi in Senato.
Durante la replica in Senato, Berlusconi racconta che “da ragazzo ho avuto amici ebrei che mi hanno raccontato le sofferenze delle loro famiglie, abitavo vicino ad una scuola ebraica…”. Alle proteste dell’opposizione, il premier risponde: “Con loro ho dato anche prova di generosità, e ho offerto spesso pranzi e cene”. E poi riprende: “La visita al campo di sterminio di Auschwitz mi ha trasmesso un sentimento di solidarietà incancellabile: da allora anch’io mi sento israeliano”. Perchè “difendere Israele significa difendere i nostri stessi valori, e trasmettere ai giovani un messaggio di libertà e democrazia senza i quali è impossibile costruire una società che viva nella pace e nel benessere”. E infine, “più volte ho proposto al Consiglio Ue l’ingresso di Israele nelle Nazioni Unite Europee”.
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